Il naturale guida i consumi: ortofrutta protagonista della tavola 2026

Le previsioni dell’Ufficio Studi Coop indicano verdura (+23%) e frutta (+21%) in testa alle intenzioni di acquisto del nuovo anno

Gli italiani compreranno più verdure nel 2026
Gli italiani acquisteranno più verdure nel 2026

Nel clima di incertezza che accompagna l’inizio del 2026, l’ortofrutta si conferma il pilastro delle scelte alimentari degli italiani. Frutta e verdura guidano un cambiamento ormai strutturale nei consumi domestici, diventando il simbolo di una tavola orientata a salute e benessere. Secondo le previsioni dell’Ufficio Studi Coop, chi dichiara di voler aumentare gli acquisti di verdura supera di 23 punti percentuali chi pensa di ridurli, mentre per la frutta il saldo positivo è di 21 punti.

Continua il successo degli alimenti free from

Una delle slide del Rapporto Coop 2025 Winter Edition che certificano la crescita dell'ortofrutta nel 2026
Una delle slide del Rapporto Coop 2025 Winter Edition

L’istantanea degli italiani  è scattata da due survey condotte a dicembre 2025: la prima su un campione rappresentativo della popolazione nazionale in collaborazione con Nomisma e la seconda tra gli opinion leader italiani iscritti alla community del Rapporto Coop.

Il carrello si riempie di prodotti “senza”: meno zuccheri, grassi, conservanti e additivi, in linea con una ricerca di autenticità e semplicità che premia le categorie percepite come più naturali. Nel 2026 chi prevede di acquistare più cibi senza conservanti e additivi supera di 21 punti percentuali chi pensa di diminuirli (+14 nel 2024); la stessa differenza è di 18 punti percentuali per i cibi senza/a ridotto contenuto di zuccheri (+13 nel 2024) e di 15 per i cibi senza/a ridotto contenuto di grassi (+12 nel 2024) A conferma del trend free from.

Mdd in salute

I consumi per il 2026 rimangono però piuttosto piatti: il 12% dei manager food & beverage intervistati intravede un miglioramento, il 66% prevede stabilità, il 22% un peggioramento. La modesta crescita delle vendite a valore (+0,9% nel 2026 secondo l’Istat, +0,3% per gli opinion leader), viene compensata dall’aumento dei prezzi, con un calo dei volumi (-0,4%).

In questo scenario trova ulteriore spazio la marca del distributore, ormai elemento strutturale delle scelte d’acquisto. L’81% dei manager food & beverage prevede un aumento della spesa delle famiglie per prodotti a mdd, capaci di tenere insieme qualità e convenienza, mentre rallenta la crescita dei discount.

Prioritario investire sul capitale umano

La sostenibilità ambientale è ancora una leva competitiva: il 34% dei manager food & beverage prevede un aumento dell’attenzione delle imprese di settore per questo aspetto, contro un 16% di scettici che prevede un minor impegno su questo fronte (saldo +18%).

Per le imprese del largo consumo le priorità su cui scommettere sono il “capitale umano” (indicato dal 49% dei manager di settore, ma si arriva al 57% nel retail), davanti a innovazione tecnologica 47% e ottimizzazione dei processi 43%.

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