Make it Juicy, Macfrut 2026 si presenta al mondo

Dal 21 al 23 aprile, al Rimini Expo Centre, la nuova edizione della manifestazione: mango e avocado prodotti simbolo, focus sull’Area Caraibica, 1400 espositori, oltre 800 buyer, un centinaio di eventi, Sicilia Regione partner 

La nuova mappa a tre colori di accesso a Macfrut 2026
La nuova mappa di accesso a Macfrut 2026

Con il claim Make it Juicy è stata presentata a Roma, presso l‘Agenzia Ice, la 43esima edizione di Macfrut, fiera della filiera internazionale dell’ortofrutta, in programma al Rimini Expo Centre dal 21 al 23 aprile. La visione sempre più globalista della kermesse è stata sottolineata dal presidente di Macfrut e di Cesena Fiera, Patrizio Neri. Tra i tanti numeri raccontati della manifestazione, che ha nel mango e avocado i prodotti simbolo (anche “del cambiamento dei consumi”), sono attesi 1400 espositori e 800 buyer.

Gli interventi, Lollobrigida guarda all’Africa

Il ministro Francesco Lollobrigida
Il ministro Lollobrigida

Alla presentazione sono intervenuti  Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura Sovranità Alimentare e Foreste; Matteo Zoppas, presidente Agenzia Ice; Lorenzo Galanti, direttore generale Ice; Patrizio Neri, presidente Cesena Fiera e Macfrut; Paolo De Castro, presidente Comitato Tecnico Scientifico Macfrut; Livio Proietti, presidente Ismea; Calogero Foti, capo di Gabinetto Assessorato Regione Sicilia; Ugo Ferrero, Affari Istituzionali Aics; Rafael A. Lantigua Ciriaco, ambasciatore della Repubblica Dominicana in Italia, Massimo Gargano, direttore generale Anbi.

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha evidenziato come la filiera ortofrutticola sia centrale nella strategia di internazionalizzazione del sistema agroalimentare italiano. In particolare ha richiamato il Piano Mattei come leva per rafforzare la cooperazione con l’Africa: un continente che “possiede il 65% delle terre arabili del pianeta e una popolazione giovane, con un’età media di 25 anni” e grandi potenzialità produttive. L’obiettivo, ha sottolineato, è costruire partnership capaci di valorizzare le produzioni locali e allo stesso tempo aprire nuovi mercati alle tecnologie e ai prodotti italiani.

America Latina sempre più al centro degli interessi

Patrizio Neri, presidente di Macfrut
Patrizio Neri

Sul fronte organizzativo, il presidente di Cesena Fiera e Macfrut Patrizio Neri ha ricordato il peso economico del comparto: circa 18,8 miliardi di valore della produzione e oltre 6,4 miliardi di export, con oltre 158 mila aziende coinvolte. La strategia punta a rafforzare la presenza internazionale, con particolare attenzione all’America Latina. Si guarda favorevolmente al Mercosur, definito un “motore” e a mercati come Messico e Brasile che stanno diventando sempre più rilevanti, senza dimenticare il Cile. Ma si guarda anche a Oriente con le prospettive di apertura, per esempio, verso il Vietnam. Non preoccupa più di tanto la filiera ortofrutticola il blocco della navi in Medio Oriente, visto che ci troviamo a stagione commerciale praticamente finita, ma i timori sono per il prolungarsi della guerra.

L’executive manager di Macfrut, Luigi Bianchi, ha illustrato l’imponente lavoro di internazionalizzazione svolto nei mesi precedenti alla fiera: 18 missioni in diversi Paesi, tra cui Brasile, Colombia e Angola, e un programma di incoming che porterà buyer da tutto il mondo. Tra le novità anche una maggiore apertura verso l’Asia con 22 operatori provenienti dai principali mercati ortofrutticoli cinesi di Shanghai e Guangzhou. Dal punto di vista organizzativo debutta una nuova mappa tripartita della fiera – pre-harvest, post-harvest e healthy food – pensata per facilitare il percorso dei visitatori. Sul fronte dell’innovazione, spazio alle biosoluzioni e a più di 100 eventi su tematiche di innovazione, tra cui Ai & robotica, Tea, breeding varietale, tecnologie per la quarta gamma, fertirrigazione.

L’importanza dell’innovazione e della conoscenza sarà ulteriormente rafforzata dal lavoro del Comitato tecnico scientifico guidato da Paolo De Castro, che ha annunciato la nascita di un Osservatorio sull’ortofrutta realizzato insieme a Ismea e Nomisma per monitorare in modo strutturale l’andamento del settore e dei mercati.

Secondo il presidente dell’Agenzia Ice Matteo Zoppas, il ruolo delle fiere resta fondamentale per lo sviluppo delle esportazioni: “L’agroalimentare italiano ha raggiunto il record di 72,4 miliardi di euro di export. Da qui la necessità di utilizzare piattaforme come Macfrut per intercettare nuovi canali commerciali e mercati emergenti.

Il programma: mango e avocado protagonisti

Tra i protagonisti mango e avocado, prodotti simbolo dell’evento e al centro dell’iniziativa internazionale Mango and Avocado Explosion. L’appuntamento riunirà l’intera filiera globale – dalla produzione alla commercializzazione – con operatori provenienti da Paesi come Brasile, Colombia, Olanda, Egitto, India, Perù, Kenya e Repubblica Dominicana. L’obiettivo è analizzare trend di mercato, innovazioni agronomiche e opportunità commerciali per due prodotti sempre più rilevanti nel commercio mondiale.

Focus internazionale sull’Area Caraibica

Il focus internazionale dell’edizione 2026 sarà dedicato ai Paesi dell’Area Caraibica, una delle regioni più dinamiche del commercio ortofrutticolo globale. Protagonista sarà la Repubblica Dominicana, con uno spazio espositivo raddoppiato rispetto allo scorso anno. Presenti anche Cuba, Costa Rica, Colombia ed Ecuador.

Dal Sud America si confermano Cile e Argentina, mentre debuttano con padiglione nazionale Brasile e Perù. Significativa anche la presenza africana, con oltre venti Paesi dell’area subsahariana interessati soprattutto al know-how e alle tecnologie italiane.

Presente la gdo con Conad, Coop Italia e Gruppo VèGè

In fiera sono attesi oltre 800 top buyer internazionali, grazie all’attività di incoming realizzata in collaborazione con Agenzia Ice.

Macfrut si conferma anche vetrina completa del sistema ortofrutticolo italiano, con la presenza dei principali gruppi della produzione, delle tecnologie e del packaging, oltre alle principali insegne della grande distribuzione nel fresco come Conad, Coop Italia e Gruppo VèGè.

Sicilia Regione partner

Protagonista della manifestazione sarà la Sicilia, Regione partner dell’edizione 2026. Con oltre 263mila ettari coltivati a ortofrutta e 4,6 milioni di tonnellate di produzione, l’isola rappresenta una delle realtà più rilevanti del settore in Italia, oltre a essere leader nazionale nel biologico. Durante la fiera presenterà le proprie eccellenze, comprese numerose produzioni Dop e Igp.

Ampia la presenza delle istituzioni territoriali. Saranno dieci le Regioni italiane con un proprio stand: Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria.

Saloni tematici e innovazione

Macfrut si conferma anche una “fiera della conoscenza”, grazie a diversi saloni tematici dedicati ai trend del settore:

  • Acqua Campus, sui sistemi di irrigazione e risparmio idrico;
  • Plant Nursery, dedicato al vivaismo e alle nuove varietà;
  • Biosolutions & Digital Technologies, sulle soluzioni naturali e digitali per l’agricoltura
  • Berry Area, dedicata ai piccoli frutti,
  • Healthy Food Area, sui prodotti salutistici e minimamente processati;
  • Spices & Herbs Global Expo, dedicato alle piante officinali e alle spezie;
  • Agrisolar, sulle tecnologie per l’agrivoltaico.

Prevista anche un’area start-up con 25 progetti innovativi provenienti da diversi Paesi e due campi prova di 2.500 metri quadrati dedicati alle novità in frutticoltura e orticoltura.

Un centinaio di eventi e convegni

Durante i tre giorni della manifestazione sono in programma circa cento eventi, tra convegni, workshop e incontri tecnici organizzati con il Comitato tecnico scientifico della fiera. Tra i temi al centro del dibattito: la nuova Pac, le tecnologie Tea, l’innovazione nei prodotti healthy food e il Simposio mediterraneo sulle drupacee.

Dal Pnrr un sostegno alla filiera

Matteo Zoppas presidente ai Agenzia Ice alla presentazione di Macfrut
Matteo Zoppas

I numeri del comparto sono stati ricordati anche dal presidente Ismea Livio Proietti: l’ortofrutta rappresenta il primo settore dell’agricoltura italiana con circa 19 miliardi di euro di produzione pari al 27% della produzione agricola nazionale.

A sostegno della filiera arrivano anche le risorse: con la rimodulazione del Pnrr sono stati destinati 4 miliardi di euro al settore agricolo e agroalimentare (2 miliardi iniziali più altri 2 successivi). Le risorse sono gestite da Ismea tramite i contratti di filiera. Finora -ha ricordato Proietti- sono stati finanziati 634 milioni di euro di agevolazioni, per investimenti totali vicini al miliardo.

L’Italia è leader mondiale nell’export di mele e ai vertici per numerosi altri prodotti. Sul fronte internazionale il comparto continua a crescere: nei primi undici mesi del 2025 l’export è aumentato dell’11,2%, arrivando a 6,4 miliardi di euro. I principali mercati restano Germania (+30%), Francia, Austria, Svizzera e Spagna, mentre tra quelli più dinamici figurano Egitto (+172%), Romania, Ungheria, Repubblica Ceca e Arabia Saudita.

Consumi in evoluzione

L’ortofrutta pesa per circa un quinto della spesa alimentare delle famiglie. Anche i consumi mostrano nuove tendenze. In base ai dati Ismea, crescono nel 2025 gli acquisti di ortaggi freschi e patate, mentre per la frutta si registra un orientamento verso frutti rossi, tropicali e frutta in guscio. In forte aumento, in particolare, i volumi di mirtilli, mango, avocado e melagrana insieme alla frutta fresca biologica confezionata.

Nello specifico, incrementi dei volumi nel carrello per gli ortaggi freschi (+3,5%), patate (+5,1%). Per lo più stabili gli acquisti di ortaggi di quarta gamma (+0,4% la spesa e -0,1% i volumi).

Se i volumi venduti di succhi si sono ridotti (-6,5%), in crescita quelli di frutta in guscio (+2,6%), kiwi (+7,2%), fragole (+8,9%), mirtilli (+25,9%), mango (+36,4%), avocado (+47%), melagrana (+25%). Crescono anche i consumi di frutta fresca bio (confezionata), rispettivamente dell’1,8% in quantità e del 7% la spesa.

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