Segnali positivi dalle imprese del processing e packaging

C’è un concreto segnale positivo nell’andamento dell’industria italiana. Viene dalle imprese che compongono la filiera del processo di trasformazione e imballaggio: produttori di macchinari, materiali e servizi distribuiti in ben nove business community (bevande, chemicals industrial & home, confectionary, lattiero caseario, grain based food, igiene e bellezza, carne, frutta e verdura, farmaceutico), che mettono insieme sia fornitori che utilizzatori di tecnologie. Questo insieme, esemplificato come campione Ipack-Ima, dal nome della fiera internazionale che le vede riunite e che, a sua volta, identifica l’Osservatorio che ne studia le dinamiche, nel consuntivo del primo semestre 2014 e nelle previsioni per il secondo mostra una congiuntura positiva delle imprese presenti lungo tutta la filiera produttiva.

Dal report di analisi dell’Osservatorio Ipack-Ima, la cui stesura è curata da Giampaolo Vitali del Gruppo Economisti d’Impresa, tale andamento risulta migliore rispetto a quello medio dell’industria italiana che ha risentito dei primi segni di rallentamento dell’economia nazionale, rilevati nel primo semestre 2014, e delle aspettative di crescita del Pil ancora negative per l’anno corrente.

Le imprese stanno in parte anticipando la futura ripresa soprattutto grazie alle esportazioni: con un continuo miglioramento delle strategie di internazionalizzazione commerciale, in tutte le nove business community di Ipack-Ima (Beverage, Chemicals Industrial & Home, Confectionary, Dairy, Grain Based Food, Hygiene & Beauty, Meat, Vegetable & Fruit e Pharma), riescono a compensare il perdurare della stagnazione della domanda interna. Il mercato italiano continua infatti a soffrire della sfiducia nel futuro, variabile che pesa su gran parte delle scelte di investimento delle piccole e media imprese italiane.

Il campione di imprese che producono tecnologie studiato dall’Osservatorio Ipack-Ima è formato da 132 imprese attive nelle varie business community, che occupano nel complesso circa 7mila addetti, fatturano circa 2,2 miliardi di euro, e sono in prevalenza imprese di piccole e medie dimensioni, nei settori dei macchinari, materiali/imballaggi e dei servizi. In questo insieme, prevale il saldo positivo fra le imprese che hanno indicato aumento per il fatturato a consuntivo del primo semestre in sei delle nove business community, e in sette, per le esportazioni. Per l’occupazione, si rileva saldo positivo fra aumento e diminuzione per tutte le business community, dove comunque il dato prevalente è di stabilità, segno che i processi di ristrutturazione aziendale sono ormai per lo più portati a termine.

Dati simili sono stati rilevati per gli utilizzatori di tecnologie, pur con dinamiche articolate nell’ambito delle singole business community, che comunque non alterano il risultato complessivo favorevole. Il campione relativo si compone di 262 imprese, che occupano nel complesso circa 25mila addetti, fatturano circa 13,5 miliardi di euro, e sono imprese tanto di piccole, quanto di medie e grandi dimensioni, nei settori del food e non food.

Significativo è che il secondo semestre sia visto in prospettiva positiva in tutte le business community, nessuna esclusa, comprese quelle che avevano presentato saldi non positivi di fatturato nella prima metà dell’anno. Nel caso dei fornitori di tecnologie Ipack-Ima, le attese sul fatturato e le esportazioni del secondo semestre 2014 sono positive, con un saldo significativo tra ottimisti e pessimisti, e con la maggioranza delle imprese che prevede comunque una stabilità dei dati. Fra gli utilizzatori, il saldo tra ottimisti e pessimisti è positivo per il fatturato e soprattutto per le esportazioni, confermando il ruolo giocato dalla domanda estera nella ripresa dell’economia italiana: sarà proprio la capacità di presidiare i mercati d’esportazione a premiare i segmenti più dinamici, soprattutto fin quando proseguirà la stagnazione della domanda nazionale.

 

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