L’ortofrutta emiliano-romagnola sbarca a Varsavia

Decare, Euroglobal, Imec, Kuchnie Świata, Piccola Italia, Smaki Natury sopno alcune delle catene di distribuzione tedesche che la delegazione emiliano-romagnola di Er@pol (che unisce confcooperative, confartigianato, Legacoop Emilia-Romagna e Irecoop) ha incontrato nella missione commerciale a Varsavia svoltasi dal 17 al 19 febbraio. L’obiettivo è creare nuovi sbocchi di mercato per le aziende agro-alimentari del territorio e portare un po’ di made in Italy sulle tavole dei polacchi con l’aiuto della loro distribuzione organizzata.
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IL PROGETTO. L’iniziativa si inserisce all’interno del progetto Er@pol, co-finanziato per circa 60mila euro dalla regione Emilia-Romagna nell’ambito del programma di promozione del sistema produttivo regionale sui mercati esteri con l’obiettivo di creare le condizioni di ingresso su quello polacco, in particolare all’interno delle catene di distribuzione specializzate, delicatessen, negozi bio, ortofrutta, enoteche e settore dell’alta ristorazione.
«La missione a Varsavia – spiega Davide Pieri di Fedagri Confcooperative Emilia Romagna – è la seconda che abbiamo lanciato dall’inizio del progetto Er@pol. La prima si è tenuta a Poznan nel settembre 2014 ed era collegata alla fiera agricola che si tiene, ogni anno in quella città. Il progetto terminerà in aprile con un evento di incoming al quale abbiamo invitato le aziende polacche contattate nel corso delle due missioni».
LE AZIENDE. Complessivamente sono state 35 le aziende del comparto produttivo agro-alimentare emiliano-romagnolo coinvolte nel progetto (pari a circa il 50% del fatturato regionale agro-alimentare), di questa circa 7 sono appartenenti al settore ortofrutticolo (e rappresentano circa il 35% del fatturato regionale di ortofrutta). Fra questi, a titolo esemplificativo, Le Fattorie malatestiane la cooperativa piacentina Copap o ancora gli agricoltori riuniti piacentini.
LE POTENZIALITÀ. «Il nostro obiettivo – continua Pieri – sarà quello di far capire al mercato polacco le nostre specificità. Oltre all’attenzione riscontrata per le nostre pesche, cachi prugne e susine, quello che ci ha colpito sono le taglie eccessivamente grandi dei prodotti ortofrutticoli attualmente in distribuzione nella gdo polacca. Loro hanno cipolle grandi come meloni. In tal senso noi possiamo intervenire proponendo prodotti, made in Italy di calibro più piccolo che loro non conoscono. Ipotizziamo che ci possa essere un mercato per le nostre gamme di terza e quarta fascia che lì non esistono se non nelle catene più grandi e come produzioni di nicchia».
I COMPETITOR. Naturalmente la partita, anche sul mercato, si gioca con i nostri competitor internazionali come la Spagna, ad esempio o la Grecia o anche la Francia che riescono a proporre merci a prezzi molto più competitivi di quelli italiani.
«Sul fronte dei prezzi – precisa Pieri – alcuni Paesi europei non hanno rivali, si pensi alla Spagna che riesce a sbaragliare la concorrenza grazie ai bassissimi costi di produzione. Ma noi ce la giocheremo sulla qualità».

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