Via libera alle patate bosniache in Ue

Via libera per la Bosnia Erzegovina all’export di patate verso i Paesi dell’Unione europea. La decisione esecutiva della Commissione Ue – arrivata lo scorso 17 luglio e pubblicata in Gazzetta ufficiale lo scorso 22 luglio – parte dal riconoscimento che nelle patate bosniache non sono stati riscontrati marciumi anulari della patata in particolare quello che tecnicamente viene chiamato Clavibacter michiganensis ssp. Sepedonicus.

La Direttiva. «Dalle informazioni relative alle campagne di indagine del 2011, 2012 e 2013 – si legge nella decisione Ue – e da una relazione relativa alla campagna di indagine del 2014 fornite dalla Bosnia-Erzegovina oltre che da informazioni raccolte nel corso di un audit effettuato nel paese dall’Ufficio alimentare e veterinario nel marzo e nell’aprile 2014 risulta che l’organismo non è presente in Bosnia-Erzegovina e che tale paese ha adottato adeguate misure di follow-up in risposta alle raccomandazioni della relazione finale di audit dell’Ufficio alimentare e veterinario. È pertanto opportuno riconoscere la Bosnia-Erzegovina come indenne da tale organismo. La presente decisione non pregiudica eventuali risultati successivi che potrebbero dimostrare che l’organismo è presente in Bosnia-Erzegovina».

I controlli. La direttiva Ue arriva anche a seguito dell’iniziativa del governo Bosniaco – che si era viste precluse le porte di accesso all’Ue dal blocco opposto dalla Croazia una volta che questa era entrata nell’Unione – di attivare un sistema di controlli e sorveglianza ritenuto efficiente dalla Commissione. Si tratta di un esempio positivo che potrà essere poi replicato anche per altri comparti, portando ad esempio, all’apertura delle esportazioni del settore lattiero-caseario.

In ogni caso, ci si aspetta che questa decisione contribuisca ad incrementare la quota di mercato In Europa di questo Paese balcanico. Per quanto riguarda l’export di prodotti vegetali in generale lo share rilevato nel 2014 dagli statistici della Commissione è dello 0,7% pari ad un volume di affari di 163 milioni di euro.

I numeri. Per quanto riguarda, invece, i dati della produzione di patate si tratta di circa 40mila ettari di superficie coltivata a tuberu in grado di produrre quasi 400mila tonnellate di prodotto. Fino al 2013 ne sono state esportate (soprattutto verso Croazia e Montenegro) poco meno di 3mila (soprattutto le novelle dell’Erzegovina) per un volume di affari di circa 1,5 milioni di euro. Una bilancia commerciale che, per le patate è in negativo dal momento che nel 2014 la Bosnia ha importato patate da Germania Paesi bassi e Belgio per un valore di circa per oltre 5,5 milioni di euro.

Dal 2014 l’export ha subito una pesante battuta d’arresto (-60% circa) a causa del blocco opposto dalla Croazia, attraverso cui transitavano le novelle dell’Erzegovina, che dal primo luglio 2013 era entrata nell’Unione Europea.

 

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