Un nuovo rinvio nella guerra per il “Tango”

La causa ancora pende. Pare che abbia subito una ennesima battuta di arresto il processo più importante sulla titolarità dei diritti sulla varietà di mandarino tardivo denominata “Tang”o, che vede contrapposte da un lato la Eurosemillas di Cordova e dall’altro le società spagnole Carpa e Il Club che si contendono l’esclusiva di produzione e commercializzazione.

Il rinvio. «Nell’ultimo incontro davanti al giudice – ci spiega Francisco Jover di Eurosemillas nello stand di Tango a Fruit Attraction – la controparte ha chiesto un rinvio. Lo consideriamo pretestuoso perché su 25 cause intorno alla titolarità dei diritti sulla varietà Tango ne hanno già perse 12. Noi comunque continuiamo a vendere questa varietà perché è regolarmente registrata e troviamo anche i produttori che la comprano».

Gli ettari. Secondo Eurosemillas sarebbero già 1.400 gli ettari in tutto il mediterraneo già piantati a Tango e forti interessamenti verso questa varietà starebbero arrivando anche dai Paesi del nord Africa, come il Marocco o l’Egitto, oppure dai produttori dei Paesi mediorientali come la Turchia.

Al momento si tratta di piccoli quantitativi se si considera che le superfici totali coltivate a mandarino nella sola Spagna rappresentano 300mila ettari di cui la maggior parte dentro i confini della comunità Valenciana.

«Quello che è successo a Fruit Attraction – commenta Jover – e il grande interessamento che abbiamo avuto per questo prodotto, ci ha fatto chiaramente capire che esiste una linea netta di demarcazione tra il passato delle colture di mandarino ed il futuro».

TANGO 2

Le caratteristiche. La varietà Tango è una varietà tardiva sterile ossia che non si lascia contaminare da impollinazione accidentale proprio perché ha un ovulo sterile. Per i produttori è molto appetibile perché con questo sistema permette di contenere i costi di coltivazione.

Ma, per un principio di cautela, sono molte le aziende he aspettano la fine della bagarre giudiziaria per lanciarsi nella riconversione delle proprie colture e – in questo senso – bisognerà attendere i tempi della giustizia che non sempre sono veloci. Ci vorranno almeno cinque anni perché il tribunale emetta il suo verdetto.

L’incertezza. «Nel frattempo – continua Jover – si vanno ad accumulare i danni dati dalle minori vendite realizzate proprio a causa della situazione di incertezza derivata dal giudizio in corso. Danni che saranno quantificabili nel dettaglio soltanto alla fine dell’iter giudiziario».

Per avere una misura della situazione di sospensione creatasi nel mercato basti pensare ai contatti che Eurosemillas avrebbe già preso con aziende della Sicilia, ad esempio, dove si sta lavorando ad un processo di riconversione colturale massiccia necessitato dalla lotta alla Tristeza, o con grandi produttori d’Oltreoceano come, ad esempio, il Perù.

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