Il Tribunale assolve Terremerse

Non ci sono responsabilità amministrative della cooperativa Terremerse e della Cantina dei Colli Romagnoli nella vicenda del finanziamento da un milione concesso dalla Regione Emilia-Romagna per la realizzazione di uno stabilimento vinicolo a Imola.

La vicenda. Lo ha deciso il tribunale di Bologna nel processo per la responsabilità amministrativa degli enti che aveva portato sul banco degli imputati i vertici della cooperativa di Bagnacavallo tra cui, Giovanni Errani, fratello dell’ex governatore dell’Emilia-Romagna Vasco che, proprio a causa di questa vicenda, dovette rassegnare, l’8 luglio 2014, le dimissioni dal suo ruolo politico.

Per l’ex presidente della Regione Emilia-Romagna, la condanna in appello era già stata annullata con rinvio dalla Cassazione ed è atteso per il prossimo giugno il nuovo giudizio di secondo grado dinanzi al Tribunale di Bologna.

La sentenza. Con la formula “perché il fatto non sussiste” il tribunale di Bologna ha oggi dichiarato Terremerse e la Cantina Colli Romagnoli “non responsabili degli illeciti a loro rispettivamente ascritti” che riguardavano – nello specifico – la violazione dell’illecito amministrativo previsto dall’art. 24 del D.Lg. 231/2001 (indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato o di un Ente Pubblico,  ….) e derivato dal reato di truffa aggravata che è stato contestato ai legali rappresentanti della cooperativa tra cui Giovanni Errani.

Poiché il reato principale, legato al finanziamento indebito, era già stato dichiarato prescritto nel giudizio di primo grado nei confronti dei legali rappresentanti della cooperativa ravennate, l’episodio relativo allo svincolo della fideiussione, prestata da Terremerse all’ente pubblico per ottenere il finanziamento che è considerato un fatto a sé stante, è stato dichiarato insussistente dalla Corte d’Appello di Bologna ed ha portato alla sentenza di assoluzione di Gianni Errani e degli altri imputati lo scorso 9 aprile 2015.

Le motivazioni. Oggi è arrivata un’altra sentenza di assoluzione. Quella relativa all’illecito amministrativo (derivato dalla violazione del D.Lg 231/2001) data da “l’accertata insussistenza del reato presupposto – sotto il profilo di tutti gli elementi costitutivi, ivi compresi quelli oggettivi”.

«Viene premiata la sobrietà – precisa la cooperativa nella nota odierna – e la perseveranza della linea di difesa che Terremerse ha mantenuto, confidando nella imparzialità della Magistratura e rivendicando fermamente la correttezza dell’operato dei propri dirigenti. L’unico rammarico è per il protrarsi interminabile della vicenda giudiziaria, già da 6 anni a questa parte, con importante impegno di risorse umane e finanziarie, in una fase in cui Terremerse, come del resto l’imprenditoria tutta, ha dovuto fare i conti con la crisi finanziaria globale e con una difficilissima situazione di mercato, uscendone peraltro rafforzata e con nuove potenzialità di crescita».

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