Pomodoro, è allarme rosso

È allarme rosso per la campagna pomodoro. Le temperature sopra i quaranta gradi che si registrano da oltre dieci giorni rischiano seriamente di compromettere le coltivazioni e quindi anche la campagna.

L’emergenza. La denuncia arriva da tutti i produttori d’Italia che, in queste ore si stanno organizzando per fare fronte a quella che si annuncia come una vera e propria emergenza.

«A causa del gran caldo prolungato – ha spiegato Gennaro Velardo, direttore di Aoa, Associazione ortofrutticoltori agro nonché presidente di Italia Ortofrutta – i frutti stanno venendo a maturazione contemporaneamente per cui si rischia un eccesso di offerta nella prima parte della campagna ed una eventuale mancanza dopo. Ho dato incarico ai miei tecnici di monitorare i campi al fine di potere poi relazionare la situazione e non appena mi arriveranno i rapporti provvederò a contattare le ditte di trasformazione».

Per discutere la strategia da applicare nell’emergenza, venerdì prossimo sarà convocato ad Angri, presso la sede della stazione sperimentale, un comitato urgente del distretto sud pomodoro che studierà a tavolino le azioni da attuare.

La strategia. «Stiamo pensando – continua Velardo – di chiedere alle aziende di trasformazione di ritirare in maniera più veloce anche aumentando i turni di lavorazione. Spingeremo anche per l’anticipazione dell’apertura di attività di trasformazione da parte di quelle aziende che avevano deciso di partire più tardi».

Intanto oggi a Roma è stata convocata una riunione di urgenza a Palazzo della Valle, della Federazione nazionale pomodoro da industria di Confagricoltura, con l’obiettivo di tracciare un primo bilancio della campagna nazionale in corso.

La campagna. Il quadro che è emerso è sconfortante. I problemi riguardano sia il pomodoro che sta per essere raccolto, danneggiato da lessature e scottature, sia quello medio-tardivo, che mostra una preoccupante carenza di allegagione. A questo si aggiunge l’infestazione di Orobanche, una pianta parassita che già da diversi anni ha invaso il Tavoliere della Puglia. Tutto questo si traduce inevitabilmente in una diminuzione delle rese e di conseguenza in un forte calo della quantità prodotta che, in alcune aree particolarmente colpite, può anche arrivare sino al 40-50% in meno di quella stimata.

I prezzi. «Nonostante questo – ha evidenziato il presidente della Federazione nazionale di Confagricoltura Marco Nicastro – si segnalano già riduzioni ingiustificate sui prezzi dei pomodori in corso di raccolta. Una situazione assolutamente anomala, considerata la riduzione dell’offerta. Sono però fiducioso e mi auguro che il buon senso e la collaborazione dei due Distretti del pomodoro da industria, quello del Nord e quello del Centro Sud d’Italia, al banco di prova per il primo anno, riesca a non penalizzare i produttori di uno dei simboli più noti del Made in Italy agroalimentare».

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