Pera ER, un gigante a due teste?

Con la costituzione ufficiale avvenuta ieri, della Newco P.E.R.A., che sarà operativa da metà giugno, il comparto pericolo emiliano-romagnolo sembra sempre più orientato a diventare un gigante ma, per lo meno fino ad ora, caratterizzato da ben due teste.

Le due teste. La prima è quella della Newco P.E.R.A. guidata da Granata che ha come centro gravitazionale Apo Conerpo che è uno dei soci fondatori insieme a Agrintesa, Alegra, Apo Scaligera, Apol Industriale, ATI Frutticoltori, Az. Agr.la Flli Visentini, Diamantina, Fruit Modena Group, Frutteto, Iaffa, Italfrutta, La Buona Frutta, Naturitalia, Op Ferrara, Op Francescon, Opera, Orogel Fresco, Ortolani Cofri, PatFrut, POV, S. Adriano.

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La seconda, fa capo a Peraitalia, progetto aggregativo del polo ferrarese, già vecchio di due anni visto che è nato nell’estate del 2013 (e ruotante intorno a  Afe/Salvi; Cico/Mazzoni; Granfrutta Zani; Pempa Corer/Terremerse e Spreafico) al quale non aderirono, pur se invitate, le cooperative che oggi hanno fondato la Newco appena costituita.

Le perplessità. Le aziende ferraresi, non più tardi di qualche giorno fa, hanno manifestato chiare perplessità sul progetto di Granata evidenziando alcune criticità e, in particolare, come si legge nella nota coingiunta «la mancanza di un chiaro progetto industriale e di marketing che dia distintività al prodotto e generi valore».

Insomma, stante così le cose il modello emiliano-Romagnolo epr la pera sembrerebbe destinato ad avere due teste sulla falsariga del comparto mele del Trentino dove, accanto all’esperienza di successo di Melinda, firmata da Granata, si trovano almeno tre grandi concentrazioni di produttori che agiscono sul mercato in maniera coordinata pur mantenendo la propria identità.

PeraItalia Still-Life 3 frutti

Il modello ER. Nessun commento a caldo sul punto da parte dei diretti interessati, né dell’una e né dell’altra parte, anche perché è d’uopo mettersi un attimino in stand by, come ha precisato Claudio Scalise, direttore generale della società di consulenza SG Marketing Agroalimentare «anche per capire se le sei imprese ruotanti nell’area di PeraItalia poi costituiranno il gruppo che sarà la nuova base sociale. Il fatto che si possano creare due teste, peraltro, può essere accolto come una cosa positiva. Come lo è stato per il comparto delle mele, dove la presenza di più di un grande gruppo ha messo in moto delle dinamiche importanti dal momento che la competizione si è tradotta in un fattore di impulso verso l’innovazione ed il miglioramento».

I volumi. In termini di volumi stiamo parlando di 200mila tonnellate aggregate per la Newco P.E.R.A. ed altre circa 100mila su Peraitalia (insieme sarebbe più o meno il 60% della produzione nazionale) ma queste cifre non sono definitive anche perché su entrambi i fronti ferve l’attività di raccolta di nuove adesioni.

L’incongnita. «Abbiamo detto di no al progetto di Granata – ha spiegato Marco Casalini, presidente di Terremerse, una delle società che non ha aderito alla Newco – perché non ne conosciamo il progetto industriale. Quando si ragiona su un’attività di impresa, quale è quella offerta da Newco che propone un aumento del valore del 10%, è fondamentale costruire a monte un progetto industriale. E va fatto prima della costituzione della società. Di fronte a questa incognita per noi è stato difficile fare una scelta perché io, se aderisco, voglio conoscere quello che andrò a fare, voglio partecipare nella costruzione di un progetto». Sulla possibilità di aderire in un secondo momento, Casalini poi aggiunge «Non c’è niente di più fluido di un’impresa ma vorrei che non passasse il messaggio che noi stiamo ad attendere. Se si fosse trattato di lavorare insieme ero disponibile anche ieri. Invece abbiamo detto no perché non sono stati seguiti questi passaggi».

Gli step. Con le sue 200mila tonnellate di prodotto aggregato la Newco P.E.R.A. al momento rappresenta la più grande organizzazione al mondo nel settore della produzione, selezione e valorizzazione della pera.

« L’attività delle prossime settimane – si legge nella nota dell’azienda – che si svolgerà sulla base di un dettagliato action plan approvato dall’assemblea costituente che porterà all’individuazione del marchio e alla formale costituzione della società davanti al notaio, entro maggio, oltre che alla definizione di tutti gli aspetti relativi all’operatività della nuova azienda, nei frutteti, nei centri di condizionamento e sui Mercati, entro la metà di giugno. Aspetti questi ultimi che ovviamente possono essere dettagliatamente pianificati solo da oggi in poi, dopo che è stata definita la base sociale di partenza e sono quindi diventati disponibili i dati precisi in merito all’effettiva entità della produzione e degli asset messi a disposizione dalla compagine sociale iniziale, in termini di strutture, infrastrutture e risorse umane».

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