Peperone Cornelio debutta nell’export

Con Peperone Cornelio di Valfrutta Fresco, dal prossimo giugno il peperone italiano debutterà sui mercati internazionali.

La cultivar. Si tratta di una nuova varietà che recupera un prodotto tradizionale della tipologia di Corno di Toro e che è stata selezionata dalla sementiera Enza Zaden per Valfrutta Fresco. Intorno al tavolo ci sono tre soggetti, l’industria sementiera, Valfrutta e i produttori. Il risultato di questa partnership, partita due anni fa, è un peperone dolce, digeribile e di calibri inferiori a quelli tradizionali che, dopo il debutto sul mercato italiano a metà dell’anno scorso, si appresta ad entrare nei mercati esteri (Germania e nord-Europa in generale) dal mese di giugno con circa 400 tonnellate di prodotto.

La domanda estera. «Non accade spesso – spiega Stefano Soli, direttore marketing e vendite di Valfrutta Fresco – fino ad ora che un peperone italiano varcasse i confini del Belpaese vuoi per la mancanza di calibri adeguati, vuoi per la mancanza di uniformità del prodotto, molto richiesta dal consumatore estero. Con questa nuova varietà il cui peso oscilla tra i 60 e i 300 grammi mentre quello dei peperoni tradizionali spesso supera anche 500 grammi, riusciamo ad intercettare questa richiesta».

La produzione. Il Peperone Cornelio è un prodotto versatile che non ha bisogno di essere scottato né pelato per essere consumato.. È eccezionale da mangiare sia crudo che cotto.

La produzione, che è appena partita, è di circa mille tonnellate l’anno, coltivate da due aziende siciliane, 35 ettari nella zona di Vittoria (Ragusa), in grado di coprire il mercato 12 mesi all’anno. Ma l’obiettivo è quello di arrivare, nei prossimi tre anni a 5mila tonnellate di prodotto, di cui una buona parte (2o-30% di prodotto biologico) con circa 100 ettari coltivati in tutt’Italia.

L’export. «Abbiamo lavorato molto – precisa Soli – sull’aspetto dei residui di modo da potere rispondere alle esigenze delle catene della distribuzione tedesca e, in generale nord europea e siamo riusciti ad ottenere un prodotto che ha una certa continuità in termini di caratteristiche qualitative. Crediamo che questo peperone possa ritagliarsi un ruolo importante nel panorama del peperone all’esteri e porsi come una valida alternativa a quelli provenienti da Spagna, Olanda e, negli ultimi anni, anche dal Marocco. In questa fase di start up, stiamo cercando di chiudere accordi con importanti catene straniere».

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