L’Orto di Eleonora punta su nuovi pomodori ed esporta il made in Sardegna

A Macfrut 2018, dove è presente per il quinto anno consecutivo, L'Orto di Eleonora ha puntato su alcune novità nella categoria pomodoro da mensa

Un ciliegino di formato mignon e un pomodoro Camone di piccole dimensioni, ma molto apprezzato dal punto di vista organolettico e che è valso l’innovation award di Macfrut 2018 per l’OP Campidanese, organizzazione di produttori che gestisce il brand L’Orto di Eleonora.

Così Marco Lotta, responsabile commerciale e logistico dell’Op Agricola Campidanese – L’Orto di Eleonora, con campi e produttori distribuiti dal Nord al Sud della Sardegna, spiega su quali novità ha puntato la cooperativa ortofrutticola sarda di Terralba (provincia di Oristano) alla kermesse riminese dedicata all’ortofrutta.

“Per il nostro quinto anno consecutivo al Macfrut – spiega Lotta – presentiamo una linea di pomodori premium, il ciliegino che ha un formato molto ridotto e un grado brix molto elevato, e il Camone che produciamo in esclusiva con altri due produttori della Sicilia, molto saporito e con una lunga shelf life, anche di 15 giorni”.

Op Campidanese gestisce mille ettari in Sardegna

L’Op Campidanese L’Orto di Eleonora gestisce circa 1 mille ettari coltivati a ortofrutta sviluppando un fatturato di 20 milioni di euro nel 2017 che dovrebbe, fa sapere il responsabile commerciale, crescere del 10-15% quest’anno.

“L’export incide per il 10% sul giro d’affari -continua Lotta- che si sviluppa prevalentemente in Germania con catene come Aldi e Penny, e in Inghilterra, per esempio con Costco. Per la gdo italiana lavoriamo con le maggiori insegne della grande distribuzione”.

Novità nelle produzioni per L’Orto di Eleonora

Tra gli altri prodotti primaverili-estivi spicca il brand Le Fragolose de L’Orto di Eleonora, nato 4 anni fa dall’esigenza di produrre fragole in Sardegna. La partenza con 50mila piante che oggi sono diventate 350mila, prevalentemente di varietà Sabrina. “Contiamo di aumentare – spiega Lotta – gli investimenti nella fragolicoltura perché ci siamo accorti che in Sardegna manca ancora un 30-40% di prodotto. Continueremo a produrre anche meloni e anguria per l’estero, ma stiamo concentrandoci sui formati mini e seedless. Tra le produzioni invernali dovremo aumentare anche la produzione di carciofo e asparago”.

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