La Grande Bellezza Italiana, l’ortofrutta prova a fare il salto di qualità

Sei aziende si riuniscono in una rete di imprese per valorizzare le produzioni ed essere un soggetto più in linea con le esigenze delle distribuzione moderna

L’aggregazione è il mantra o forse il miraggio che da sempre caratterizza il comparto ortofrutticolo italiano, richiesta da più parti ma poco o per nulla messa in pratica.

Ma forse qualcosa sotto al Sole italiano si muove, visto cosa si nasconde dietro al nuovo brand ortofrutticolo La Grande Bellezza Italiana, che raggruppa in una rete di imprese, sei produttori italiani, che mettono a fattor comune la loro esperienza e il loro portfolio di produzioni per raggiungere al meglio, e con i numeri giusti, il mercato e la grande distribuzione italiana.

L’unione di produttori, complementari per prodotti e territori, permette infatti di ampliare la gamma dei prodotti e allungarne la stagionalità, non da ultimo consente una pianificazione più mirata e a medio-lungo termine con le centrali d’acquisto o i singoli retailer della grande distribuzione italiana, che può parlare così con un unico soggetto.

Perché è all’Italia, più che oltreconfine (con l’export che resta comunque una componente importante per le singole aziende), cui guardano in questa prima fase le imprese associate nella rete della Grande Bellezza Italiana.

Studio del packaging, varietà e informazioni

La Grande Bellezza Italiana sarà così un marchio riconoscibile già dal packaging, studiato nei minimi dettagli, che punta sulla qualità dei prodotti e sulle informazioni date al consumatore: un QR code sulle confezioni permette di scoprire cosa ci sia dietro al prodotto, dal lavoro nei campi, alle possibilità di valorizzazione in cucina.

La gamma è davvero ampia ed è in continua evoluzione, punta su varietà riconoscibili e ad alta qualità, in grado di riunire anche 5 diverse Igp. Tra i prodotti si possono citare le susine Angeleno, le pere Abate, Williams e Kaiser, le mele rosse Igp di Cuneo oltre a Red Delicious, Stark, Gala e Fuji, il radicchio Igp di Verona, le arance a polpa rossa di Sicilia.

Già dagli scorsi mesi è stato effettuato un periodo di test, definito da tutti positivo, con tre retailer italiani su pesche, nettarine e uva da tavola e ora si è pronti ad affrontare la stagione autunnale e invernale con mele, pere, susine, kiwi, arance e il radicchio.

Le sei aziende riunite dietro a La Grande Bellezza Italiana

Come detto sono sei le aziende che compongono la rete di imprese che, nella serata di presentazione ha ricevuto anche la “benedizione” di Confindustria Verona e di Piraccini presidente di Macfrut, ma vediamo nel dettaglio chi sono gli attori in gioco.

Da sx, Eraldo Barale, Fabio Bergonzoni, Stefano Bighelli, Stefano Lonardi, Cristina Furiani, Leonardo Odorizzi, Antonio Cipriani

Bergonzoni Frutta, con sede in Emilia Romagna, da oltre 40 anni si occupa della commercializzazione delle pere ed è all’avanguardia per l’impiego di tecnologie per lo stoccaggio grazie a due stabilimenti frigoriferi, che consentono di stoccare fino a 15.000 tonnellate di prodotto. Ha una filiera che può contare su circa 400 ettari coltivati da aziende agricole del territorio emiliano romagnolo.

Ha oltre 80 anni di storia Perusi, azienda del veronese che si occupa della distribuzione all’ingrosso di frutta e verdura, con un posizionamento geografico utile a far fronte alle esigenze logistiche.

Arriva dal cuneese, ma non solo, la Op Joinfruit che rappresenta più di 300 soci tra le province di Cuneo, Latina e Reggio Calabria e che porta un ampio ventaglio di prodotti che vanno dai piccoli frutti come mirtilli alle pesche, nettarine, susine, mele, kiwi e pere.

Specializzata nel radicchio di Verona Igp è la Op Geofur, che è stata tra i fondatori del consorzio di tutela ed ha sperimentato nuove varietà di radicchio con coltivazioni in tutta Italia per poter garantire una produzione lungo tutto l’anno.

Un’altra azienda del veronese è la cooperativa Coofrutta con sede a Villafranca di Verona che produce pesche, nettarine, kiwi, mele, pere e susine grazie all’aggregazione di 51 aziende agricole socie.

Scommette forte infine sull’unione e sul fare rete la Odorizzi, storica azienda arrivata alla quarta generazione, che nelle aree del Veneto e della Puglia può contare su 40.000 tonnellate di produzione tra cui mele, pesche nettarine, albicocche, ciliegie e uva.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato iscriviti alla newsletter gratuita.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here