Tutte le novità della Patata di Bologna Dop

"La bontà di questa terra" è il claim del Consorzio di Tutela della Patata di Bologna Dop che ha rivisito marchio, packaging e comunicazione della varietà di patata Primura

Addio al sacco di patate indifferenziato, oggi c’è una varietà per ogni utilizzo in cucina, ma la differenza prova a farla Primura, cultivar della Patata di Bologna Dop: dopo il riconoscimento dell’attività di tutela a fine 2016 il Consorzio ha quest’anno tutte le carte in regola per mettere in campo nuove strategie di lancio e fare progetti per il futuro.

Lo ha spiegato il suo presidente, Alberto Zambon, illustrando la base di partenza: 70 aziende agricole iscritte al piano dei controlli, 10 aziende agricole associate direttamente che producono la Patata di Bologna Dop su circa 350 ettari di superfici coltivate e un raccolto che quest’anno si è attestato sulle 11 mila tonnellate di prodotto certificato.

Nuovo marchio e packaging per la Patata di Bologna Dop

Il nuovo packaging della Patata di Bologna Dop

Si comincia da un restyling del packaging, del marchio e da una nuova campagna di comunicazione che punta sul legame tra produttori, territorio e tradizione.

“Quest’anno – ha detto Zambon – usciamo con una nuova confezione e un restyling completo del logo che sarà composto da due patate stilizzate raffiguranti due anelli d’oro che si sovrappongono, simbolo della cooperazione e dei valori del Consorzio”.

Il nuovo piano di comunicazione

Con il claim “La bontà è di questa terra” il Consorzio sarà on air con una nuova campagna di comunicazione che partirà in questi giorni con spot tv, attività sui social, Facebook e Instagram, e una campagna stampa realizzati grazie ai contributi dei fondi Ue del Programma di sviluppo rurale della Regione Emilia Romagna.

“Abbiamo sostenuto il Consorzio di tutela – ha detto Simona Caselli, assessore all’agricoltura di Regione Emilia Romagna – con un progetto del Psr da 200mila euro che si propone di spiegare al consumatore il prodotto e come Regione abbiamo sempre puntato sul valore delle Dop e Igp”.

Obiettivo: +20% nella crescita della produzione certificata

L’obiettivo lo ha messo a fuoco Andrea Galli, coordinatore delle attività del Consorzio: “Vogliamo aumentare del 20% il quantitativo a marchio dop nel 2018 e raddoppiare il volume certificato nel 2020. Oggi siamo a un terzo del potenziale e si potrebbe arrivare complessivamente a 900 ettari certificati.”

Stretti accordi con la distribuzione moderna

Il Consorzio di Tutela della patata di Bologna Dop ha stretto accordi con Esselunga e Bennet per la distribuzione a marchio condiviso. Nei punti di vendita Lidl invece saranno messi in vendita le nuove confezioni.

Nei piani futuri del Consorzio c’è anche uno sguardo oltralpe, con iniziative che possano portare all’export soprattutto verso la Germania, mercato che sembra apprezzare molto la tipicità della patata Primura.

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