Nocciole, la filiera ad alto valore aggiunto della cooperativa Corilù

Per la commercializzazione Corilù si rivolge al canale del dettaglio tradizionale, alle gastronomie di alta gamma ma l'obiettivo è quello di crescere

Giorgio Verri con il figlio a Terra Madre Salone del Gusto

La produzione e lavorazione di nocciole, tutte certificate Nocciola Piemonte Igp , è il core business della cooperativa agricola Corilù di Lù Monferrato, in provincia di Alessandria, che aggrega il raccolto di 50 ettari coltivati di cui 40 in proprietà e altri 10 in affitto.  Come vengono prodotte e lavorate le nocciole, dal campo fino alla vendita, lo spiega  Giorgio Verri, uno dei  4 soci, che sta partecipando in questi giorni a Terra Madre Salone del Gusto, la manifestazione di Slow Food  dedicata all’agroalimentare e alle nicchie di eccellenza, in corso a Torino a Lingotto fiere (e altre location) fino al 24 settembre: “Partiamo dalla selezione del prodotto in guscio, passiamo alla pulizia e all’eliminazione di scarti per passare poi  all’essiccazione e procedere alla tostatura, lavorazione e confezionamento in un laboratorio aziendale”.

 

Una produzione di nicchia ad elevato valore aggiunto

La produzione di nocciole della cooperative Corilù non è da grandi numeri, si attesta mediamente sui 300 quintali l’anno, ma la qualità elevata è garantita e il prodotto subito sold out. Dall’impianto al raccolto occorrono 6 anni, ma la domanda di mercato per le produzioni di qualità della corilicoltura, come fa sapere Verri,  è sempre molto sostenuta, come i prezzi, che si aggirano intorno ai 300 euro al quintale.

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Le nocciole vengono confezionate sottovuoto in diversi formati, da quelli più grandi per l’industria alimentare a quelli per lo scaffale del punto di vendita, oppure vengono impiegate come ingrediente nella produzione di creme spalmabili a brand Corilù.

La commercializzazione al momento si ferma al canale del dettaglio tradizionale, alle gastronomie di alta gamma e a intermediari che vendono poi a loro volta a industrie dolciarie come la Novi: “Vendiamo – aggiunge Verri – in Italia e anche all’estero perchè le nocciole italiane sono molto apprezzate come prodotto di fascia alta, ma il nostro obiettivo è crescere e arrivare, magari, anche a diventare fornitori della Gdo”.

 

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