La Rosa di Gorizia, un radicchio e un marchio

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Poco conosciuto al grande pubblico il radicchio Rosa di Gorizia fa parte della tradizione colturale e gastronomica del Friuli Venezia Giulia da generazioni: da oltre due secoli punteggia, tra novembre e febbraio, i terreni isontini con il caratteristico colore che vira dal rosso intenso al rosa fino ad arrivare al giallo pallido, con foglie larghe ordinate che ricordano un roseto. È stato riconosciuto come Pat prodotto agroalimentare tradizionale della regione Friuli Venezia Giulia, e recentemente contrassegnato con la Denominazione Comunale (De.Co) e divenuto presidio Slowfood. Inoltre, da  gennaio 2010 è un marchio registrato Massimo Santinelli, titolare dell’azienda goriziana di alimenti per vegetariani Biolab e si presta ad essere consumata cruda e conservata.

La Rosa di Gorizia è un radicchio e, in quanto tale, rientra nella grande famiglia delle cicorie, sul piano organolettico notevolmente più ricche delle normali insalate. Le sostanze dal sapore amaro che questi vegetali contengono infatti (tra cui la cicorina e il nitrato di potassio) hanno proprietà depurative e diuretiche. Essi inoltre sono ricchi di sali minerali, in particolare ferro e calcio, vitamine B, C, K e P, e l’antiossidante acido folico.  I radicchi di colore rosso (coltivati quasi esclusivamente nel Triveneto), inoltre, contengono anche i polifenoli antociani, ottimi per preservare il sistema cardiovascolare.

La semina della Rosa di Gorizia avviene in tarda primavera o, al più tardi, a inizio estate.
Questo speciale radicchio rosso ha un’alta resistenza alle condizioni climatiche più aspre tipiche del Friuli: non soffre la mancanza di acqua nei mesi estivi né il freddo pungente dell’inverno, mentre in autunno le foglie, già grandi, assumono una tonalità color melanzana e avvolgono il cuore, proteggendolo dalle intemperie stagionali. Le Rose vengono raccolte tra ottobre e novembre, legate a mazzi per le radici e portate in ambienti riparati, caldi e bui. Per una quindicina di giorni esse rimangono così protette, talvolta coperte da paglia, a una temperatura che varia dai 10 ai 15 gradi. Questo breve periodo risulta fondamentale per la Rosa di Gorizia, in quanto le consente una piena maturazione aromatica e cromatica con i colori che si fanno via via più vivaci.

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