Italmercati studia la svolta dei centri agro-alimentari

La rivoluzione copernicana nel sistema dei mercati all’ingrosso italiani che ha in mente Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati – Rete d’Imprese, il network dei principali centri agro-alimentari italiani (Roma, Milano, Torino, Firenze e Napoli), non si fermerà alle economie di scala ottenute dagli acquisti in comune dell’energia. Pallottini, che è pure direttore generale del Car di Roma, punta infatti, ad un dialogo sempre più intenso con il ministero dell’agricoltura (anche se la competenza sui mercati all’ingrosso rientra in quelle dello Sviluppo economico, Mise) e con tutto il mondo della produzione agricola.

L’incontro al Mipaaf. Non è un caso che il “protocollo sui controlli” con le linee guida concordate dal consiglio di gestione del network, punta a garantire un innalzamento degli standard di sicurezza e qualità dei prodotti agroalimentari commercializzati sarà discusso al ministero. L’appuntamento al Mipaaf è stato richiesto e risulta già concesso proprio al termine dell’ultimo Congresso del Wuwm, l’associazione mondiale mercati all’ingrosso nel cui board, da meno di un anno, è entrato anche Pallottini.

Tra i punti all’ordine del giorno dell’ultima convention che si è svolta a Campinas in settembre, c’è la spinta dell’associazione brasiliana dei centri agroalimentari a diventare, nel proprio Paese, il perno dell’innovazione nelle politiche agricole nazionali.

Gli obiettivi. Italmercati non punta a tanto, ma rivendica – nel documento che presenterà al Mipaaf – un ruolo più forte dei mercati all’ingrosso nel settore agroalimentare. Non solo per la capacità di generare economie di scala, ma anche per fissare parametrazioni comuni e condivise dei criteri di legittimità igienico-sanitaria, con strumenti e tecnologie che potrebbero affermarsi sotto l’egida del Ministero delle politiche agricole visto come una sorta di “filtro qualificante” delle produzioni.

Nodo nevralgico della “svolta copernicana” avviata da Italmercati è un rapporto di partnership sempre più stretto con la produzione, le centrali agricole e in genere tutti gli attori della filiera al fine di accentrare il sistema dei controlli di legittimità e di qualità ancora demandati oggi alla responsabilità dei singoli produttori. Spesso aziende piccole o piccolissime e quindi con evidenti difficoltà, spesso, con questi adempimenti.

Il protocollo qualità. Il protocollo in esame presso i mercati soci del network propone, si legge in una nota dell’azienda «un livello più alto dei controlli rispetto alle norme in vigore, accrescendo il ruolo dei mercati all’ingrosso quali presidi della sicurezza alimentare e della qualità dei prodotti nel sistema agroalimentare italiano, allo scopo e nella prospettiva anche di una valorizzazione del made in Italy ortofrutticolo sui mercati esteri».

Il documento prefigura un sistema di qualificazione unitario tra i cinque mercati, armonizzando la gestione dei processi di controllo. Ogni Mercato effettuerà i medesimi controlli al suo interno con i propri tecnici, oppure avvalendosi di figure professionali esterne.

«Si tratta di un passo importante – ha chiarito Pallottini – sulla strada della condivisione di linee guida comuni a tutti i Centri della nostra Rete ma anche sulla strada per qualunque politica di valorizzazione, a partire dalla creazione di un marchio di garanzia e tutela riconoscibile da parte del consumatore finale».

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