Il Cile apre al dialogo con l’emisfero nord

«Se vogliamo studiare delle strategie congiunte per un approccio ai mercati asiatici che metta insieme le produzioni dell’emisfero sud e dell’emisfero nord, siamo pronti a discuterne». Così Augusto Aninat, direttore dell’ufficio commerciale del Cile in Italia – ProChile ha commentato a margine della conferenza stampa “Walnuts from Chile” che si è tenuta oggi ad Expo l’apertura di nuovi mercati resa possibile dalla sigla della firma del TPP, l’accordo tra Usa e alcuni Paesi importanti dell’area pacifica.

Augusto Aninat

La strategia. «In realtà – precisa — il Cile era già presente sui mercati coinvolti dal trattato internazionale di libero scambio, grazie alla vigenza di accordi bilaterali precedenti. Ma tutta l’area asiatica è strategica per il futuro, non solo quella delimitata dalla partnership. Il nostro obiettivo adesso è aprire nuovi mercati in Cina, ad esempio, e in Sud-Corea anche perché con la grande crescita produttiva che abbiamo non possiamo pensare di rimanere solo sui mercati dove siamo già presenti. Non è più sufficiente. Occorre cogliere le sfide del mercato mondiale ma per farlo occorre lavorare oltre che sul fronte interno, ad esempio implementando la meccanizzazione delle produzioni, anche sul fronte estero andando a cercare delle sinergie internazionali. Non da ultimo anche continuare ad investire in promozione, una delle chiavi del mercato Cileno che ha registrato, negli ultimi 5 anni, il raddoppio della popolazione».

Grafico Export cileno noci

L’export di noci. Per avere una misura della crescita di questo Paese sui mercati mondiali basta andare a guardare qualche dato di export relativo a uno dei principali prodotti di quel Paese, ossia le noci di cui, per il solo emisfero australe è il primo fornitore, mentre su scala mondiale diventa il terzo.

La crescita dell’export di questo prodotto su scala mondiale, ha registrato, negli ultimi 9 anni, dati incredibili. Basti pensare all’export verso la Turchia dove se nel 2007 venivano esportate 721 tonnellate, nel 2014 sono arrivate a oltre 11mila con una crescita, in termini percentuali, del 1.446%.

In crescita anche il mercato europeo, che rappresenta il primo sbocco commerciale nello scenario globale delle noci cilene a cui è destinato circa il 60% dei volumi esportati che, nel 2014, hanno raggiunto complessivamente le quasi 19mila tonnellate (più che duplicate rispetto al 2005) su un totale di 49mila.

L’Europa. La crescita però risulta rallentata anche grazie alle flessioni che si sono registrate negli ultimi due anni nei principali mercati di destinazione dell’Unione come l’Italia (dove nel 2014 sono state esportate circa 6mila tonnellate, in leggera flessione rispetto all’anno precedente quando sono state 6.268); la Germania (4.2oo tonnellate in calo rispetto alle oltre 5.200 dell’anno scorso); Francia (da 824 tonnellate nel 2013 a 740 l’qanno successivo); Portogallo (da 678 tonnellate a 492) e Belgio (da 637 a 144 tonnellate).

«Per promuovere questo prodotto in Europa – ha spiegato Andrés Rodriguez, presidente della Chilean Walnuts Commission – lo scorso anno abbiamo realizzato delle degli show-cooking coin degli chef tedeschi che hanno sperimentato alcune ricette con l’uso delle nostre noci. Ma le campagne in Europa sono state diverse».

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