Da marzo ritornano in Europa i manghi indiani

Da questo mese, l’Europa apre di nuovo le porte ai manghi indiani e Mumbai appresta una procedura che garantisce il rispetto degli standard fitosanitari richiesti dal vecchio continente.

Lo stop al blocco. La proposta della Commissione europea di rimuovere il divieto all’importazione di alcuni prodotti ortofrutticoli indiani (oltre ai manghi anche il taro, la zucca amara, la melanzana e la zucca serpente) è stata approvata lo scorso 20 gennaio da una delegazione di esperti provenienti da diversi Stati membri convocati in una riunione del comitato per la regolamentazione fitosanitaria.

Il miniNei giorni scorsi è arrivata al parlamento indiano la comunicazione ufficiale da parte dell’Unione europea, della rimozione del bando e la ministra del Commercio e dell’Industria, Nirmala Sitharaman, ha presentato, in risposta, una relazione scritta alla Camera alta del parlamento indiano, la Rajya Sabha. in cui ha comunicato l’attivazione di un nuovo sistema di controlli più stringenti in linea con le richieste europee.

I nuovi controlli. «Il governo ha sviluppato – ha precisato la ministra nella sua relazione al parlamento indiano – una procedura operativa standard per l’esportazione verso l’Europa di ortofrutta di modo che sia priva di parassiti, trasformata in aziende di confezionamento approvate dall’Apeda, l’Autorità per lo sviluppo dell’export dei prodotti agroalimentari, e previa apposita quarantena».

Il business. Prima del blocco dell’importazioni, disposto dall’unione Europea dall’aprile 2014, il business dei manghi indiani nel vecchio continente ha fruttato al colosso asiatico, circa 10 milioni di dollari nel 2013 con una crescita rispetto all’anno precedente del 50% dal momento che il valore complessivo delle importazioni indiane di mango registrato nel 2012 era stato di 6,7 milioni di dollari.

La prevenzione. «La decisione di interrompere il flusso commerciale – si legge in una nota della Commissione europea – era stata determinata dall’intercettazione di un elevato numero di partite intercettate all’arrivo in Europa, infestate da parassiti, soprattutto insetti, sconosciuti nell’Unione che sono stati ritenuti pericolosi per le produzioni europee. Tuttavia una verifica effettuata in India dall’Ufficio alimentare e veterinario della Commissione lo scorso settembre, ha rilevato significativi miglioramenti nel sistema di certificazione fitosanitaria ai fini dell’export». Così da marzo, ritornano sui banchi dell’ortofrutta i kiwi indiani.

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