Asparago Verde di Altedo Igp, strategie di valorizzazione

Da sinistra Gianni Cesari (Presidente Consorzio dell’Asparago Verde di Altedo IGP) Nicola Buoso (Conad) Germano Fabiani (Coop Italia), Paolo Bruni (Presidente CSO Italy), Simona Caselli (Assessore Agricoltura Regione Emilia Romagna), Franco Girotti (Apofruit), Simona Rubbi (Osservatorio Legislativo CSO Italy), Danilo Pirani (Direttore Patfrut), Tomas Bosi (Statistica e Osservatorio di mercato CSO Italy

Una ripresa delle superfici dedicate alla produzione dell’Asparago Verde di Altedo Igp grazie anche ai consumi nazionali, in netta crescita negli ultimi due anni, pari a circa 24mila tonnellate, ed esportazioni salite da circa mille tonnellate dei primi anni duemila alle attuali 8mila tonnellate. E’ l’istantanea scattata da Tomas Bosi di Cso Italy in occasione dell’incontro promosso dal Consorzio dell’Asparago Verde di Altedo Igp per fare il punto sull’andamento e sulle strategie di valorizzazione dell’ortaggio.

“La produzione dell’asparago interessa molte regioni italiane – ha proseguito Bosi – ma esiste un riconoscimento della qualità legato alla forte vocazionalità del territorio, che vede l’Emilia-Romagna, insieme al Veneto, ai primi posti”. Secondo il presidente di Cso Italy, Paolo Bruni, “è uno dei prodotti più caratterizzanti del nostro territorio  ed è inoltre il primo per stagionalità a portare la freschezza e l’entusiasmo di primavera sulle nostre tavole.  Valorizzarlo è un dovere, mangiarlo e degustarlo un piacere”.

“Siamo quindi pienamente disponibili ha detto l’assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Emilia-Romagna, Simona Caselli – a sostenere i produttori, con gli strumenti a nostra disposizione. Altro punto da sviluppare è rappresentato dall’avvio, utilizzando anche la misura 3.2 del Psr, sia a livello nazionale sia all’estero di attività strutturate di promozione dell’Asparago verde di Altedo Igp, nel più ampio contesto delle produzioni a Denominazione d’Origine che caratterizzano la nostra Regione”.

 

La modifica al disciplinare di produzione

La storia di questa coltivazione tradizionalmente legata al territorio emiliano, ricordata anche dal presidente del Consorzio dell’Asparago Verde di Altedo Igp, Gianni Cesari, ha messo in luce anche la necessità di una modifica al disciplinare di produzione sulle varietà e sugli aspetti legati al confezionamento e alla presentazione del prodotto: “E’ fondamentale ha detto Simona Rubbi di Cso Italyun aggiornamento del disciplinare al fine di garantire una continuità della produzione, che pur nel rispetto della tradizione e della tipicità, possa adattarsi anche alle nuove esigenze”.

Incentrato sugli aspetti tecnici-agronomici, l’intervento di Franco Girotti di Apofruit ha approfondito le tecniche più idonee per aumentare i rendimenti medi, per una gestione razionale dell’uso dell’acqua, per abbassare il costo della manodopera e per prolungare la vita dell’asparagiaia. Importante è anche l’innovazione varietale.

 

Servono più sinergie con la gdo 

Più orientato sugli aspetti commerciali Danilo Pirani di Patfrut che ha sottolineato la difficoltà della produzione tutelata ad essere riconosciuta: “Solo il 40% delle famiglie italiane acquistano asparago, con un consumo medio annuo di 2,3 kg, ci sono quindi ampi spazi di miglioramento. L’Igp è uno strumento importante che attraverso la storicità del territorio legata alla coltivazione, testimonia qualità organolettiche del nostro prodotto uniche. Ora dobbiamo comunicare questi valori al consumatore, anche e soprattutto attraverso la sinergia con la Grande distribuzione”.

“Se oggi in ortofrutta il logo Sapori & Dintorni di Conad è una realtà riconosciuta – ha dichiarato  Nicola Buoso, buyer di Ortofrutta Conad – lo dobbiamo anche, in parte, all’Asparago Verde di Altedo Igp che è stato uno dei primi prodotti ad indossarne il marchio. Oggi, nella nostra catena distributiva, al di fuori delle zone limitrofe alle aree di produzione, il prodotto fatica ad entrare ed è poco riconosciuto”.

Analogamente, il rappresentante di Coop Italia, Germano Fabiani, a testimonianza della recente esperienza avuta con l’inserimento di questa referenza nella linea Fior Fiore che va a premiare l’identità dei prodotti della cultura gastronomica italiana, ha sostenuto: “Il mercato dell’asparago è in aumento, in un momento dove aumentano i segmenti che comunicano maggiore valore aggiunto, come il biologico, Igp e Dop. Da due anni abbiamo inserito l’Asparago Verde di Altedo Igp nella nostra linea Premium Fior Fiore e oggi registriamo un allargamento della clientela anche al di fuori dei confini del territorio Igp. Abbiamo ora necessità di poter disporre di maggiori quantità, ma soprattutto di un allargamento del calendario di commercializzazione dell’asparago”.

 

 

 

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