Asparago Uk, uno studio per estendere la stagione di due mesi

Il Regno Unito punta ad estendere la stagione dell’asparago comune inglese per potere soddisfare la forte domanda interna aumentando i volumi di prodotto locale e allentando quindi gli effetti sul commercio dati dalla dipendenza dalle importazioni.

L’idea. A tal proposito, è partito in Inghilterra un progetto di ricerca triennale del valore di 600mila sterline che si pone come obiettivo quello di estendere di un mese e mezzo la stagione dell’asparago popolare inglese attualmente limitata a sole otto settimane all’anno.

Qualche numero. Il Regno Unito produce circa 5.300 tonnellate di asparagi in 2mila ettari di terreni coltivati che fruttano 30 milioni di sterline l’anno. Ma poiché la campagna, che parte a fine aprile si esaurisce già all’inizio dell’estate, a frontedi un elevata domanda di prodotto, per i mesi di luglio e agosto bisogna ricorrere all’approvvigionamento di prodotto dall’estero con importazioni per circa 2.700 tonnellate provenienti soprattutto dal Perù.

Le importazioni. La dipendenza dall’estero determina inevitabilmente degli appesantimenti sul commercio che rimane sottomesso alle logiche della volatilità del mercato internazionale, dell’instabilità del cambio valutario, del costo del petrolio, della disponibilità dei volumi, dei problemi logistici e così via dicendo.

«Con la nostra ricerca – spiega Leon Terry, che guida il Soil and Agrifood Institute dell’università di Cranfield – pensiamo di potere fare aumentare i volumi di prodotto britannico a circa 7.300 tonnellate l’anno creando un plusvalore di 11 milioni di sterline e quindi passando da un fatturato annuo di 30 milioni a 41 milioni. Senza pensare ai benefici per l’intero indotto se si considera l’incremento occupazionale atteso del 50% e legato all’estensione della stagione. Il progetto produrrebbe anche dei benefici sull’ambiente grazie alle riduzioni delle emissioni di CO2 legate al trasporto da Paesi lontani. L’idea è quella di replicare questo esperimento si diverse tipologie di prodotti ortofrutticoli».

I partner. Il progetto è finanziato da Innovate Uk, Bbsrc e dall’industria inglese dell’Asparago. L’ente capofila è l’università di Cranfield che collabora per la parte di ricerca con Cobrey Farms (un coltivatore innovativo che da solo produce il 30% dell’asparago inglese nell’Herefordshire) ed un fornitore del Kent di soluzioni tecnologiche per le piccole e medie imprese che si chiama Ica, International controlled atmosphere.

Il fulcro della ricerca è quello di applicare all’asparago la stessa tecnologia attualmente impiegata per lo stoccaggio, in atmosfera controllata delle mele con l’obiettivo di riuscire ad estendere la shelf life dell’asparago comune, che oggi non supera i tre giorni, a sei settimane, aggiungendo quindi un mese e mezzo alla campagna commerciale di prodotto 100% britannico.

Le prospettive. «Se il progetto conduce ai risultati attesi – ha spiegato John Chinn di Cobrey Farms – potremo contenere facilmente i problemi di sovrapproduzione e di eccesso di offerta che talora si presentano nella prima parte della campagna commerciale causando importanti cali dei prezzi per i coltivatori ed evitare che poi, in seconda battuta, si inneschi il meccanismo di carenza di prodotto che attiva il flusso di importazioni dall’estero. Non siamo sicuri che questa tecnologia funzionerà sugli asparagi ma siamo ottimisti dal momento che è già applicata su mele e mirtilli che hanno tassi di traspirazione molto più bassi dell’asparago».

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