Con la piattaforma di Pomezia Brio gioca al raddoppio entro il 2020

Con l’attivazione della moderna piattaforma logistica di Pomezia, il Gruppo Brio di Campagnola di Zevio (Verona) apre le porte dei propri brand, come Alcenero, alle produzioni locali, punta a ridurre i tempi e i costi della logistica Bio nel centro e sud Italia e progetta nuovi impianti produttivi.

Il centro, inaugurato a marzo, è entrato nella fase di piena operatività già dai primi di maggio ed è specializzato nell’attività di confezionamento delle produzioni ortofrutticole

Prospettive. “D’ora in poi, infatti, grazie alla dislocazione strategica del nuovo magazzino “Pomezia è un polo logistico importante per la distribuzione dell’ortofrutta sul mercato nazionale – ha spiegato Andrea Bertoldi, direttore generale di Brio – l’attivazione dello stabilimento ci permetterà di offrire un servizio migliore ai nostri clienti della Gdo del sud Italia, dalle Marche alla Sicilia perché saremo in grado di ridurre sensibilmente i tempi di consegna garantendo una freschezza ancora maggiore dei prodotti”.

Fino a qualche mese fa, la produzione ortofrutticola del Centro-Sud Italia veniva lavorata negli impianti del Nord, mentre da oggi verrà conferita direttamente a Pomezia producendo almeno tre tipi di vantaggi.

I vantaggi. “Innanzitutto – precisa Tommasino Fusato, direttore commerciale del gruppo – attivando un sistema di consegna A su A potremo ridurre di almeno un giorno i tempi di consegna. D’altro canto prevediamo risparmi sui costi di logistica della misura del 25%. Si tratta di risparmi importanti che ci permetteranno di proporre i prodotti Bio a prezzi più competitivi con l’obiettivo di accrescerne la quota di mercato che attualmente si attesta al 2,5% sul totale dell’ortofrutta venduta”.

Il Km “”zero”. La piattaforma di Pomezia inoltre aprirà le porte della larga scala ad alcune produzioni locali che, fino ad oggi, non avevano trovato diffusione nei canali del sud-Italia. “Si pensi – continua Fusato – ai carciofi romani o alle puntarelle che sono prodotti poco diffusi al di fuori territorio di produzione e per i quali adesso si aprono nuove prospettive di mercato. In questa direzione contiamo di avviare anche nuove aziende agricole in Lazio e Campania con un piano di sviluppo che prevede in raddoppio delle vendite da qui al 2020”.

I brand. “Con questa importante struttura che si estende su una superficie di circa 2mila metri quadrati – aggiunge Bertoldi – potremo sviluppare ulteriormente il mercato centro-meridionale e parallelamente creare nuovi posti di lavoro fornendo un contributo alla diminuzione della disoccupazione, che purtroppo caratterizza pesantemente il territorio”. Nella nuova piattaforma verranno confezionati anche i prodotti ortofrutticoli a marchio Alce Nero, storica azienda italiana del biologico, di cui Brio con i suoi agricoltori è socia dal 2012. Secondo gli ultimi dati Nielsen Alce Nero è il marchio bio più venduto in Italia dopo le private label: nei primi tre mesi del 2016, le vendite a volume dell’ortofrutta Alce Nero hanno registrato un incremento del 66% sul mercato interno rispetto allo stesso periodo del 2015”.

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