Chiuso l’accordo per il pomodoro Sud

Chiuso questa sera l’accordo sul pomodoro dell’area Sud. L’intesa, raggiunta tra le Op e Anicav converge su un prezzo di 87 euro a quintale per quello tondo e 97 per il lungo. Il passo successivo, adesso, sarà la ratifica da parte del distretto sud del pomodoro resuscitato dalle sue ceneri poco più di tre mesi fa nella nuova sede di Foggia grazie al sostegno politico delle regioni di Campania e Puglia.

I punti. Determinante infatti è stata, nell’assemblea di Angri, la loro congiunta dichiarazione di intenti nella quale, per la prima volta – assumendo un inedito ruolo attivo nella fase di costituzione di questo distretto – si sono impegnate a sottoscrivere un documento di intenti con la previsione, fra gli altri punti, di supporto inter-regionale al distretto anche attraverso l’impiego delle risorse disponibili per i Piani di sviluppo rurale.

Ma a determinare il passo avanti potrebbe anche essere stato il rischio di perdere il sostegno accoppiato previsto dalla Pac ed equivalente a circa 130 euro per ettaro oltre che un accordo sulla riduzione della “griglia” di qualità che prevede ora riduzioni non superiori al 20% del prezzo (e non sulla soglia del 30% come l’anno scorso) nel caso, ad esempio di presenza di corpi estranei sul pomodoro o di ortaggi imperfetti.

Il processo. L’accordo odierno arriva dopo la fumata nera dello scorso 24 maggio dove le Op non avevano accettato la proposta avanzata dalla parte industriale perché, come si legge in una nota congiunta di allora di Italia Ortofrutta e Unaproa « le posizioni rimangono ancora distanti e la proposta avanzata dalla parte industriale di fissare il prezzo di base a 83 euro a quintale le per il pomodoro tondo ed a 91 euro a quintale per il lungo è stata considerata inaccettabile dalla parte agricola la quale individua in 95 euro a quintale per il tondo e 105 euro a quintale per il lungo il livello di prezzo minimo per coprire i costi, crescenti, di produzione e garantire una dignitosa remunerazione dei produttori».

Comunicato congiunto a cui ha fatto seguito, pochi giorni dopo una lettera, pure a firma congiunta, rivolta al ministro delle dell’agricoltura Maurizio Martina che denunciava la distanza delle posizioni tra le parti (Organizzazioni dei produttori e Anicav) in relazione all’accordo sul prezzo del pomodoro e invocava l’intervento della parte politica.

Prossimi step. A distanza di 8 giorni da quella lettera, le parti sono arrivate ad un’intesa e, adesso rimane solo da attendere la convocazione del distretto del pomodoro dell’area sud, che secondo fonti attendibili è attesa per la fine della prossima settimana.

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