Primo sì per il testo unico sul biologico

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Il testo unico sull’agricoltura biologica è stato approvato in Commissione Agricoltura della Camera il 16 febbraio scorso. Primo firmatario della proposta di legge “Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico” il deputato del Pd, Massimo Fiorio. “A marzo – ha detto – contiamo di avere l’approvazione in Aula della Camera del testo unico sul biologico che per la prima volta organizza un settore che vale tre miliardi di euro e registra un continuo sviluppo, con grande richiesta da parte dei consumatori e un forte orientamento da parte delle imprese”.

“Dal mondo del biologico c’era una forte richiesta di istituire un fondo destinato tra l’altro al finanziamento della ricerca nel settore – ha aggiunto Fiorio – Con questo testo noi ci occupiamo di questa esigenza e anche di definire i distretti e le filiere bio. Il ministero delle Politiche agricole si occuperà invece con un decreto ministeriale previsto dal Collegato Agricolo di normare i controlli e le sanzioni per le aziende”.
“Il Testo Unico sul biologico – ha commentato Vincenzo Vizioli, presidente di Aiab-Associazione italiana per l’agricoltura biologica – ha diversi elementi di interesse, innanzitutto la necessità di dedicare fondi certi per l’attuazione del Piano strategico nazionale (Psn) sul Bio. Poi, l’interesse per la formazione e la ricerca e l’attenzione ai distretti bio che sono una delle maggiori innovazioni da noi proposte per lo sviluppo del territorio e che oggi suscitano molti appetiti”.

Vizioli, sottolinea però anche “gli aspetti deboli” del testo. Il principale, secondo il presidente di Aiab è che “i fondi in cui pesca sono sempre gli stessi, “quelli della cosiddetta tassa sui pesticidi che però, anche se ideati e destinati al fondo per il sostegno e lo sviluppo dell’agricoltura biologica, da diversi anni vengono distorti dai governi”.

“Quest’anno – prosegue Vizioli -, in presenza di un articolato Psn bio di circa dieci milioni provenienti da quel fondo, solo due sono stati resi disponibili per la ricerca sul bio, e sempre con tempi molto incerti, tanto che per un loro uso ragionato, siamo in attesa che venga convocato il Tavolo sulla Ricerca”.

Altro elemento da modificare, secondo Vizioli, è relativo “all’istituzione di un comitato che sembra sovrapporsi al Tavolo tecnico già esistente e che ha il grave difetto di non contemplare al suo interno le associazioni italiane rappresentative del biologico”. “Si lascia il posto invece – conclude Vizioli – alle storiche associazioni di categoria che nei fatti non rappresentano il biologico, anzi lo penalizzano sistematicamente, come accaduto nella stesura dei Piani di sviluppo rurale”.

Per il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Giorgio Mercuri “l’adozione del Testo Unico del biologico è una buona notizia per l’agroalimentare, che potrà presto condurre il settore ad una razionalizzazione dell’impianto normativo e porre le premesse per uno sviluppo complessivo della produzione biologica del nostro paese”. Mercuri auspica che il provvedimento si trasformi in tempi brevi in legge così come l’anno scorso era arrivato al traguardo il testo unico sul vino.

Il comparto biologico continua a registrare buone performance, specie nel canale della grande distribuzione, dove nel 2016 ha fatto registrare un aumento di oltre il 20%, con un incremento medio annuo dell’11% negli ultimi 5 anni (fonte Ismea).

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