Incognita Ue sulle importazioni di arance a dazio zero

arance

La politica di Bruxelles potrebbe finire col penalizzare la produzione italiana di arance. Su questo comparto dell’agrumicoltura pesa infatti il voto al Parlamento europeo su un accordo di partenariato economico con sei Paesi dell’Africa meridionale (ad esempio Sud Africa, Mozambico, Swaziland che prevede l’allungamento del periodo di importazione di arance nell’Unione europea a tariffazione agevolata dal 1° giugno al 30 novembre anziché fino al 15 ottobre.

Oltre a un mese e mezzo in più di importazioni agevolate entro il 2025 potrebbe scattare l’esenzione totale dei dazi che verrebbero a ridursi progressivamente. I Paesi come il Sud-Africa potrebbero esportare nell’Ue arance senza pagare dazi dal 2025. La produzione italiana di arance subirebbe così una concorrenza sleale.

Il problema è stato sottolineato da Giovanni La Via, presidente della Commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare dell’Europarlamento ma anche Agrinsieme ha definito la mossa «inaccettabile», sia a livello economico che a livello sanitario. «In futuro – ribadisce Agrinsieme – occorrerà tenere ben presenti i principi di precauzione e di reciprocità, ad esempio confrontando gli standard tecnici e le regole di produzione autorizzate nei vari Paesi (in termini di prodotti e mezzi tecnici consentiti), spesso squilibrate a danno dei nostri Paesi».

Sono circa 427 mila le tonnellate di arance importate nel 2015 nell’ Ue dal Sud-Africa per un valore pari a circa 305 milioni di euro.

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