Biologico, avanza la riforma

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E’ quasi al traguardo la nuova legge nazionale sull’agricoltura biologica. E’ infatti scattato il semaforo verde al testo unico “Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico” da parte della Commissione Agricoltura della Camera. Il testo dopo l’ok del 16 marzo scorso, deve ora passare al vaglio delle commissioni in sede consultiva per il parere di competenza.

L’agricoltura biologica è riconosciuta “attività di interesse nazionale con funzioni sociali ed economiche rilevanti”. “A marzo contiamo – ha detto il deputato Pd, Massimo Fiorio, primo firmatario delle legge – di avere l’approvazione in Aula della Camera del testo unico sul biologico che per la prima volta organizza un settore che vale tre miliardi di euro e che registra un continuo sviluppo, con grande richiesta da parte dei consumatori e un forte orientamento da parte delle imprese”.

Apprezzata soprattutto la definizione dell’agricoltura biologica come “attività di interesse nazionale” come ha sottolineato il presidente di FederBio, Paolo Carnemolla – “non fosse altro perché ciò costituisce il riconoscimento dell’impegno di oltre 60mila aziende agricole che si prendono cura dell’ambiente e del territorio, senza utilizzare nei loro campi nemmeno un grammo di concimi e pesticidi chimici di sintesi, e delle oltre 8mila imprese che trasformano la materia prima prodotta da più di un milione e mezzo di ettari (oltre il 12% della superficie agricola complessiva italiana), un settore virtuoso con circa 250mila addetti, in gran parte composto da giovani e donne istruiti, dinamici e fortemente impegnati.”

“Il Testo Unico sul biologico – ha commentato Vincenzo Vizioli, presidente di Aiab-Associazione italiana per l’agricoltura biologica – ha diversi elementi di interesse, innanzitutto la necessità di dedicare fondi certi per l’attuazione del Piano strategico Nazionale (Psn) sul Bio. Poi, l’interesse per la formazione e la ricerca e l’attenzione ai distretti bio che sono una delle maggiori innovazioni da noi proposte per lo sviluppo del territorio e che oggi suscitano molti appetiti”. Vizioli, sottolinea però anche “gli aspetti deboli” del testo. Il principale, secondo il presidente di Aiab è che “i fondi in cui pesca sono sempre gli stessi, “quelli della cosiddetta tassa sui pesticidi che però, anche se ideati e destinati al fondo per il sostegno e lo sviluppo dell’agricoltura biologica, da diversi anni vengono distorti dai governi”.

Il ministero delle politiche agricole si occuperà invece, con un decreto ministeriale previsto dal Collegato Agricolo, di normare i controlli e le sanzioni per le aziende. Il prossimo passaggio sarà ora la redazione del Piano d’azione nazionale per l’agricoltura biologica e i prodotti biologici da aggiornare annualmente come previsto dal ddl. Il Piano dovrà essere coerente all’obiettivo di favorire la conversione al biologico delle imprese agricole e agroalimentari, di rafforzare l’organizzazione della filiera, di incentivare il consumo, di potenziare il sistema di controllo e, non da ultimo di incentivare la ricerca e l’innovazione. Il nuovo testo prevede anche un organismo interprofessionale unico per il settore.

Il biologico italiano

L’Italia è infatti il sesto Paese al mondo per superficie coltivata con il metodo biologico e per tasso d’incremento delle superfici biologiche.

In Europa, l’Italia detiene il primato per numero di aziende agricole bio e, a livello internazionale, è il settimo mercato mondiale per consumo di prodotti biologici. Leader per quantità di prodotti biologici al mondo, l’Italia è al primo posto per la produzione di agrumi biologici, al secondo posto al mondo per l’apicoltura e per la produzione di ortaggi, di uva e di olive, al terzo posto per la produzione di frutta, al quarto posto per le leguminose.

Riparte il negoziato sul biologico a Bruxelles

E’ ripartito intanto l’8 marzo scorso anche il dibattito sulla riforma Ue del settore biologico. La presidenza di turno del Consiglio Ue, che fa a capo a Malta, ha presentato un documento di compromesso con l’obiettivo di avere il 27 febbraio prossimo il via libera al negoziato con Parlamento e Commissione per l’approvazione definitiva. Tra le modifiche introdotte nel nuovo testo sparisce il riferimento alla decertificazione automatica in caso di presenza accidentale dei pesticidi sui prodotti bio, sostenuta da paesi come Italia e Belgio. Viene riaffermato il principio che la produzione bio vada fatta sul suolo, come vorrebbero il nostro paese, e non in vasi nelle serre, come vorrebbero alcuni paesi del Nord-Europa.

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