Sfide e opportunità nel reparto ortofrutta del Viaggiator Goloso

Tre tipologie di prodotto e un pensiero al fresco brandizzato Viaggiator Goloso, pensando alla grande opportunità del biologico, sulle orme di Amazon con Whole Foods

È il passaggio obbligato per l’entrata, ma vuole essere anche il punto di forza e il punto di partenza del punto di vendita: è il reparto ortofrutta del nuovo Viaggiator Goloso, che ha aperto a Milano Basiglio a fine agosto.

“È l’operazione più difficile, quella del lavoro sull’ortofrutta, – afferma Mario Gasbarrino, Ad e presidente di Unes – ma è anche quella che ci può dare le maggiori soddisfazioni. Tutti quanti ci fanno i complimenti, ma io dico che se mediamente siamo al 50% negli altri reparti, in quello ortofrutta siamo al 40% del nostro obiettivo”.

Offerta base, premium e km0 nel reparto ortofrutta del Viaggiator Goloso

Informazioni chiare per i consumatori all’interno del reparto ortofrutta

All’interno del reparto ortofrutta del Viaggiator Goloso ci sono in particolare tre tipologie di offerta nei prodotti freschi: quella base tipica dei supermercati che si trova all’entrata, poi una fascia elevata che mantiene però un giusto rapporto qualità/prezzo e la terza è il Km zero, fatto con la produzione di una cascina dell’hinterland (Cascina Pizzo, utilizzata anche dal sito di ecommerce Cortilia).

A questi si integrano lavorazioni fatte sul momento, come frullati e centrifughe che vengono preparati direttamente all’interno del punto di vendita.

In un futuro anche nell’ortofrutta si potranno vedere prodotti a marchio Viaggiator Goloso, una sorta di rassicurazione per il cliente, il marchio Viaggiator Goloso deve essere certezza nella qualità e nel prezzo.

Come Amazon con Whole Foods, i prezzi del biologico anche in Italia caleranno

Ma Mario Gasbarrino vede nella crescita dei biologico un elemento fondamentale di sviluppo per il reparto ortofrutta e per i freschi e freschissimi anche in Unes e Viaggiator Goloso.

Ciò che sta succedendo negli Stati Uniti con l’acquisizione di Whole Foods da parte di Amazon, e la conseguente riduzione di prezzo, succederà anche in Italia con l’ampiamento dell’offerta della grande distribuzione.

“Del resto non può un prodotto biologico costare tre o quattro volte quello convenzionale”, conclude Gasbarrino, la sfida alla distribuzione specializzata insomma è lanciata.

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