Patata, prove tecniche di segmentazione

Il calo di circa il 10% delle superfici coltivate a patate ha influito positivamente sui prezzi della campagna 2015 che da qui a poco entrerà nel vivo con la raccolta del Nord Italia e che, al Sud ha già registrato incrementi importanti rispetto all’anno scorso che si attestano mediamente intorno al 30%.

Un trend favorevole che scongiura i pessimi risultati della scorsa campagna, pessimi come non se ne vedevano da almeno tre lustri ma che ha bisogno di strategie specifiche per uscire dalla logica ondivaga della commercializzazione di questo prodotto.

Romagnoli_patate_infografica

La segmentazione. Di questo si parla nelle riunioni settimanali dell’organizzazione interprofessionale della filiera dove è allo studio una strategia di medio periodo che potrebbe portare, nel giro di due o tre anni, questi i tempi di cui si parla, alla realizzazione di un lavoro di differenziazione su nuove varietà di patate con l’intento di realizzare lo stesso lavoro di segmentazione creato, più di venti anni fa, per le mele.

«A metà degli anni ’80 – spiega Roberto Chiesa direttore commerciale di Romagnoli Fratelli Spa – nell’immaginario del consumatore italiano esistevano solo due tipi di mele, quelle gialle e quelle rosse. A distanza di trent’anni, dopo tutto il lavoro fatto dai produttori del Trentino, oggi tutti sanno che esistono tante varietà di mele con caratteristiche proprie e adatte a differenti usi in cucina. Noi vogliamo, anzi dobbiamo, fare la stessa cosa sulle patate se vogliamo smettere che venga che questo prodotto venga considerato ancora una commodity. L’innovazione. Per questo stiamo lavorando sull’innovazione varietale, su quella di prodotto e su quella di processo, con l’obiettivo da qui a tre anni di creare una gamma di offerta di patate che agli occhi del consumatore possano avere ognuna, un nome e un cognome e siano riconoscibili. Per fare questo occorre la massima sensibilità da parte di tutti e in particolar modo della distribuzione che deve trasmettere al proprio cliente, ai soci e ai consumatori, un’informazione più approfondita sul prodotto. La comunicazione, inoltre, non sarà solo in reparto ma sarà anche affidata a nuovi packaging».

La promessa non detta è quella di una specie di rivoluzione nel commercio della patata alla stregua di quella che si ebbe quando, dieci anni fa nacque il brand Selenella per la varietà addizionata di selenio.

La stagione. Intanto la campagna 2015 sta entrando nel vivo. Prossima all’esaurimento l’offerta della produzione siciliana, pugliese, campana e laziale, sta per partire la raccolta nei bacini del Nord Italia, Emilia-Romagna e Veneto.

«Si parte la prossima settimana – continua Chiesa – e, in maniera graduale, si entrerà nel vivo tra una decina giorni per arrivare a terminare la raccolta a metà agosto dopo di ché resteranno i prodotti di alta quota ossia dall’Abruzzo, dalla piana del Fucino e dalla Sila».

I prezzi. Buono l’andamento dei prezzi registrato fino ad oggi anche in conseguenza del forte calo di superfici coltivate: -10% circa in Italia contro, ad esempio, il -4,5% della Francia.

«In certi punti della Sicilia – chiarisce Chiesa – si sono registrati incrementi dei prezzi del 25-30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si è passato da quotazioni nel 2014 in cui il prezzo ha avuto una punta massima di 40 centesimi al chilo e a fine campagna, quando di norma i prezzi precipitano, anche di 10 centesimi al chilo. Quest’anno, invece, le punte di prezzo sono arrivate anche a 55 centesimi al chilo con prezzi a fine campagna intorno al 30-32% in più e lo stesso trend è atteso anche per la colture del Nord Italia».

Ancora difficile fare previsioni sulle rese della raccolta per la seconda parte di campagna ma complessivamente i volumi italiani si attesteranno, secondo le previsioni, intorno a 1,3 milioni di tonnellate contro l’1,5 dell’anno scorso.

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