Coop lancia il supermercato del futuro

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Tavoli espositivi interattivi, schermi dedicati all’informazione per i consumatori e rapporto diretto con i produttori. È questa l’idea del supermercato del futuro, lo spazio di 2.500 mq sviluppato su due livelli immaginato da Coop e realizzato dallo studio di Carlo Ratti, direttore del MIT Senseable City Lab e partner di Carlo Ratti Associati. Obiettivo del progetto: rendere la catena alimentare più etica e trasparente.

Il supermercato Coop del futuro apre i battenti il primo maggio, all’apertura di Expo e sarà ospitato dentro il padiglione del cibo del futuro, il Future Food District.

Il progetto. «Sarà uno spazio sperimentale – fa sapere il team dello studio Carlo Atti – capace di generare nuove interazioni tra consumatori, prodotti e produttori. Un luogo in cui ritrovare un rapporto diretto con la filiera. Il paesaggio orizzontale favorisce il contatto e la relazione e i produttori locali possono utilizzare il supermercato come un’area di libero scambio. Come in un tradizionale mercato, lo spazio di acquisto torna a essere un luogo di incontro, in cui le tecnologie creano nuove interfacce e facilitano le interazioni, restituendo una dimensione sociale alla catena di vendita».

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Basterà sfiorare i tavoli interattivi per avere tutte le informazioni sulla merce esposta: dalle proprietà, alla loro storia, alla loro origine. Le informazioni vengono date anche attraverso dei grandi schermi sospesi sopra i banchio espositivi.

La struttura. «I prodotti in vendita – fanno sapere da Coop – saranno esposti su una struttura a gradoni discendente. Si comincia dalle materie prime come frutta e verdura e si prosegue con i prodotti sempre più trasformati. In questo viene ripreso il concept tradizionale degli store coop. Basterà sfiorare i prodotti esposti perché vengano visualizzate una serie di informazioni che oggi non sono disponibili o lo sono parzialmente solo in rete e che in ogni caso sono così numerose che non si riesce a farle stare in un’etichetta tradizionale. In pratica con questo sistema altamente tecnologico riusciamo ad avere delle etichette “aumentate” in cui il prodotto racconta se stesso, le sue proprietà, la sua storia ed il tragitto».

le informazioni. Applicando l’Internet of things ai processi di vendita della grande distribuzione, sono previsti tre livelli di interazione. Il primo permette di ottenere indicazioni sulle caratteristiche primarie dell’articolo, il secondo fornisce l’etichetta aumentata capace di rivelare l’origine delle principali materie prime che compongono il prodotto, e l’eventuale presenza di ingredienti allergizzanti, il dato nutrizionale per porzione e l’impatto ambientale espresso in CO2 equivalente, infine, terzo livello, informazioni in dettaglio sulla storia e sulle sue caratteristiche.

La piattaforma. Il supermercato, infine, si trasforma in una sorta di piattaforma di vendita come e-bay che in questo caso passa dalla dimensione virtuale a quella reale. Coop infatti selezionerà una serie di aziende, dai grandi partner della cooperativa ei piccoli fornitori locali, i quali potranno utilizzare il supermercato come una sorta di piattaforma virtuale che segue la logica di e-bay oppure di airbnb, in cui il consumatore potrà diventare venditore.

Sopra le casse, infine, sarà collocato un grande dataViz, una specie di tabellone aggiornato in tempo reale con i dati del punto vendita: numero dei vbisitatori, con quali prodotti stanno interagendo, top ten dei prodotti più venduti.

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