Dall’ortofrutta nasce il packaging

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Non solo plastica o cartone. Adesso le fibre di cellulosa per realizzare i packaging adatti a contenere prodotti freschi possono arrivare anche dalla natura. I nuovi imballaggi “green” a cui stanno lavorando alcune aziende utilizzano gli scarti della lavorazione di prodotti vegetali per la realizzazione di materiale resistente e 100% sostenibile.

Il concept. È questa l’idea che sta alla base delle nuove confezioni (da 5 e da 3 kg e small consumer box) realizzate da Solidus solutions, multinazionale olandese specializzata nella produzione di packaging, e appena lanciate sul mercato. I nuovi imballi sono ricavati dal riuso degli scarti della lavorazione del pomodoro, in particolare i tronchi delle piante che normalmente vengono gettati.

«La ricerca è durata più di un anno – ci ha spiegato Saskia Cooman, business developer di Solidus Solutions – e deriva dalla necessità di sviluppare delle fibre alternative che, a differenza di quelle di legno proprie della carta, riescano a garantire una maggiore riutilizzabilità della confezione. La fibra di legno, infatti, dopo qualche riuso tende a diventare debole. Con il nuovo pack volevamo, inoltre, massimizzare il riutilizzo delle materie prime».

La tecnologia. Il processo per trasformare il pomodoro in cartoni da imballaggio prevede diversi passaggi: dall’estrazione dell’acqua dalle piante (che è la fase più delicata), allo sminuzzamento dei fusti, all’impedire che si attivi il compostaggio. Il cartone ottenuto combina la fibra di legno (85%) con la cellulosa ricavata dalle fibre della pianta di pomodoro (15%).

«Stiamo cercando di replicare – continua Cooman – questa tecnologia anche su altri prodotti come, ad esempio, le zucchine, i cetrioli o le melanzane. Ma la ricerca è ancora in corso».

I legumi. In questa stessa direzione va anche Pedon Spa, specializza nella produzione di legumi e cereali secchi, che ha realizzato un nuovo tipo di carta per imballaggi di alimenti, chiamata “Crush Fagiolo”, ricavata dagli scarti della lavorazione di questo legume e già in distribuzione negli scaffali della Gdo con la referenza “Lenticchia Pedina”.

«Nel lungo periodo – spiega Luca Zocca, marketing manager dell’azienda – vogliamo estendere questo format anche ad altre confezioni come quelle della nostra referenza “Dalla buona terra” e proporre il packaging anche alla private label. Stiamo inoltre testando pack ricavati da altri legumi secchi».

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