Dal 2017 Macfrut si farà a maggio

Con una mossa inaspettata ma forse prevedibile, il comitato Macfrut ha deliberato oggi che l’edizione 2017 della fiera guidata da Renzo Piraccini, sarà anticipata a maggio (dal 10 al 12) sempre nella sede di Rimini Fiera.

Giocando d’anticipo, la kermesse romagnola andrà a sovrapporsi agli altri due eventi legati al settore ortofrutticolo italiano in programma in quello stesso periodo.

Gli effetti. Da un lato quello messo in campo da Fiera Milano, ossia Tuttofood, che ospiterà la seconda edizione di Fruit Innovation che si svolgerà dall’8 all’11 maggio dopo avere incassato il “niet” di Macfrut ad una collaborazione.

In questo caso, però, si tratterebbe di un accavallamento di date vero e proprio che forse non corrisponde esattamente ad una logica di fair play tra fiere promossa dalla stessa Aefi, l’Associazione esposizioni e fiere italiane e che senz’altro infligge un colpo duro all’evento milanese guidato da Francesco Pugliese.

D’altro canto, nella prima settimana del mese, si svolgerà a Verona anche la seconda edizione di Fruit&Veg System l’innovativo evento B2B organizzato da Veronafiere in collaborazione con Agrifood Consulting che debutterà quest’anno dal 4 al 6 maggio.

I motivi. Tra le motivazioni di questo cambio di data improvviso, espresse nella nota ufficiale odierna divulgata da Macfrut, emerge innanzitutto un’esigenza legata all’internazionalizzazione della filiera ortofrutticola che nella fiera romagnola è rappresentata per la gran parte da macchinari e confezionatori e per una quota intorno al 30% anche da produttori.

«La decisione è stata condivisa unanimemente da tutti i partecipanti – si legge nella nota – che hanno sottolineato i diversi punti di forza della scelta. Prima di tutto di carattere internazionale. Con la scelta di maggio Macfrut si pone in posizione baricentrica e nella giusta “distanza” dalle altre manifestazioni internazionali del settore. Una decisione importante, questa, se si guarda all’accelerazione impressa da Cesena Fiera nel percorso di internazionalizzazione, che nell’edizione 2016 vedrà la presenza di un migliaio di buyer da tutto il mondo provenienti da ben cinque Continenti. Una scelta ancora di più marcata nell’edizione 2017 tanto da opzionare otto padiglioni di Rimini Fiera, ben due in più rispetto alla prima edizione riminese del 2015».

Mac Fruit Attraction. La nuova posizione “baricentrica”, però, comporterà automaticamente la messa in stand by («rinviato a data da definire») di un altro importante progetto di internazionale che ancora deve debuttare e che è fermo al semaforo rosso. Si tratta dell’accordo con Fruit Attraction di Madrid, siglato 5 mesi fa, per la realizzazione di un evento congiunto – il “Mac Fruit Attraction” al Cairo all’interno del Food Africa. L’evento che debutterà quest’anno dal 4 al 7 maggio, è stato infatti già tolto dal calendario per l’edizione 2017

«In realtà – precisa Renzo Piraccini, presidente di Macfrut – non è stato cancellato. L’abbiamo messo in stand by per il 2017 anche in considerazione del fatto che l’anno prossimo, in quel periodo ci sarà il ramadan e gli eventi agroalimentari non possono avere luogo. Ma la partnership con Fiere di Madrid non è assolutamente messa in discussione. La fiera si anticipa dopo un confronto con gli operatori del settore che da tempo aspettavano questo spostamento in un periodo più agevole per le loro esigenze di business».

Gli operatori. Le stesse esigenze di business che avevano portato Mcfrut nel 2009, allora guidato da Domenico Scarpellini, a spostare la fiera in autunno. Oppure quelle stesse che, pochi mesi fa, hanno spinto il comparto produttivo melicolo a schierarsi, con un comunicato di Assomela, a favore della fiera di Rimini che all’epoca del comunicato cadeva proprio all’indomani delle previsioni Wapa (agosto) e all’inizio della campagna.

«Non credo che questo spostamento sia utile – spiega Salvo Laudani, marketing manager di Oranfrizer, azienda agrumicola siciliana – visto che in quel periodo gli agrumi sono a fine campagna. Comunque le ragioni per decidere la partecipazione ad una fiera non dipendono dalla data, a mio avviso, ma dalla capacità di attrarre un forte flusso di operatori esteri qualificati».

La decisione del comitato riminese ha scatenato i commenti degli operatori del settore sempre più preoccupati dell’urgenza di arrivare ad una fiera unica nel settore ortofrutticolo italiano.

«Il periodo di settembre era sbagliato per una fiera dedicata all’ortofrutta – ha precisato Davide Vernocchi, presidente nazionale del settore ortofrutticolo di Fedagri/Confcooperative – anche in considerazione del bacino produttivo italiano dove la campagna si svolge da aprile maggio. Certo, sul discorso delle fiere in Italia, ad oggi, purtroppo non ne esiste una in grado di rappresentare l’ortofrutta. È questo il grande limite del nostro Paese ma non è un problema di fiere, bensì politico».

«Quello che servirebbe – conclude Giacomo Suglia, presidente di Apeo, l’Associazione dei produttori ed esportatori ortofrutticoli – è una location logisticamente strategica. Una città con aeroporto, per esempio, perché per chi viene dall’estero sia agevole arrivare in fiera».

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