L’importanza dell’origine per i kiwi al meeting internazionale Iko

Al convegno annuale Iko (International Kiwifruit Organization) che si è tenuto in Francia, a Bordeaux, dal 9 al 12 settembre, il punto sul frutto dell'actinidia

La necessità di una tracciabilità del prodotto kiwi negli scambi fra Paesi produttori. E’ quanto emerso assieme alle stime produttive dall’annuale convegno Iko (International Kiwifruit Organization) che si è tenuto quest’anno in Francia, a Bordeaux, dal 9 al 12 settembre e ha visto la partecipazione dei rappresentanti dei principali Paesi produttori nel mondo come Italia, Cile, Nuova Zelanda, Portogallo, Spagna, Grecia, oltre a Francia, paese ospitante ed organizzatore del Convegno.

Per l’Italia all’incontro Iko ha partecipato Cso Italy, in rappresentanza della produzione nazionale, insieme ad una qualificata presenza di imprese associate, come Apo Conerpo, Agrintesa, Consorzio Jingold, Naturitalia e Spreafico. La 38esima edizione della Conferenza Iko, nel 2019, sarà organizzata dal Cso Italy dall’8 all’11 settembre, in Italia.

 

Le stime della campagna 2018-19

Per quanto riguarda le stime produttive per la stagione 2018-2019 emerse all’assemblea Iko, escludendo il kiwi a polpa gialla, esclusivamente controllato da Consorzi e con una commercializzazione molto diversa da quella dell’Hayward, nell’emisfero Nord (esclusa la Cina, di cui si dispongono di informazioni molto carenti) l’offerta potrebbe attestarsi su 732mila tonnellate, +6% rispetto alla scarsa produzione dell’anno precedente, ma -3% sulla media 2014-2017. In particolare si registra una diminuzione solo per il Portogallo e la Grecia conferma  i quantitativi della scorsa stagione.

 

L’offerta italiana crescita del 13% sul 2017

Per l’Italia, primo paese produttore europeo, dopo una campagna contraddistinta da un’offerta eccezionalmente limitata, si ritorna quest’anno su livelli più normali, anche se nettamente inferiori al potenziale del paese. Con circa 373mila tonnellate di kiwi a polpa verde, si stima infatti un +13% sul 2017, ma un -16% rispetto alla media produttiva dei quattro anni precedenti.

Recentemente si sta assistendo ad un interesse  crescente verso il kiwi a polpa gialla che ha comportato una crescita degli impianti, soprattutto in Italia, e che oggi nell’ambito dei paesi analizzati dell’emisfero nord, rappresenta l’8% del totale della coltivazione. In Italia, in particolare, l’offerta sembra quest’anno superare le 60mila tonnellate, grazie alla progressiva entrata in produzione degli impianti recentemente messi a dimora.

Il complesso quindi della produzione del kiwi nell’Emisfero Nord è stimata su quasi 800 mila tonnellate, +9% sull’anno precedente, un livello molto simile all’annata 2016.

 

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