Assomela: «In Italia troppe fiere, non ci stiamo»

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Tre fiere dell’ortofrutta sono troppe e Assomela si tira indietro disertandole tutte.

La lettera aperta. L’associazione dei consorzi del settore melicolo che insieme rappresentano l’80% della produzione italiana, ha inviato nei giorni scorsi una lettera aperta (firmata dal presidente Ennio Magnani) ai vertici delle tre fiere (Macfrut di Cesena, Fruit Innovation di Milano e Fruit Gourmet di Verona) annunciando l’intenzione di non partecipare a nessuna delle tre con «l’invito convinto – si legge nel comunicato stampa di oggi – verso una apertura ampia ad un confronto urgente e necessario per giungere ad un evento italiano unico. La qualità delle proposte avanzate da Fruit Innovation, Fruit Gourmet e Macfrut non sono oggetto di discussione, ma lo è la formula concorrenziale che ne è finora emersa, che porterebbe i consorzi a dover operare una scelta difficile verso uno degli attori oppure a partecipare a tutte le proposte, con uno sforzo importante oggi poco compatibile con la necessità di crescita organizzativa che emerge dal settore frutticolo in generale».

Insomma Assomela si tira fuori dalla concorrenza tra le fiere per l’ortofrutta emersa con la nascita dei due nuovi eventi di Fruit Innovation organizzato da Fiera Milano e Fruit Gourmet da Verona Fiere (che però ha scelto di non commentare).

Da Milano. Questa mossa non è stata compresa da Francesco Pugliese, numero uno di Fruit Innovation che aprirà i battenti dal 20 al 22 maggio. «Mi stupisco e non comprendo le ragioni del comunicato emesso da Assomela in merito agli eventi fieristici per il settore ortofrutticolo nel 2015. Un evento forte, con un orientamento internazionale importante e propositivo tanto auspicato da Assomela c’è già ed è Fruit Innovation 2015, a Milano, in quanto è la fiera fortemente voluta e sostenuta con impegno dai settori e dalla distribuzione. Non a caso ne ho accettato la presidenza. Alla luce di queste premesse non capisco la posizione del stare a vedere. Ogni decisione è legittima ma non si può dire che manchi la fiera sulla quale puntare».

In tempo di crisi l’Ortofrutta è un settore appetibile vuoi per la vivacità dell’export che trascina in salita tutto il mercato a dispetto dei trend negativi registrati negli altri settori, vuoi perché questo è l’anno dell’Expo Alimentare (che si “celebrerà” a 400 metri da fiera Milano) e che rappresenterà un importante trampolino per il comparto F&V made in Italy.

Da Rimini. «Una fiera dell’ortofrutta italiana – spiega Renzo Piraccini, presidente di Cesena Fiera alla guida anche di Macfrut a Rimini dal 23 al 25 settembre – già esiste da 31 anni e si chiama Macfrut. Da quest’anno partiranno due nuove iniziative. Se riusciranno a fare qualcosa lo vedremo dai risultati a novembre. Per quel che ci riguarda, noi stiamo lavorando per preparare un grande evento. A noi rimproveravano che la location cesenate non era all’altezza di un evento fieristico di respiro internazionale per questo da quest’anno ci trasferiamo a Rimini e questo salto sarà fatto, insieme a noi, anche da gran parte degli operatori. Siamo molto soddisfatti di come stanno andando le cose che ci permetteranno anche per quest’anno di essere quello che siamo sempre stati e che vogliamo essere, ossia la fiera dell’ortofrutta e del Mediterraneo».

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