Taiwan, cresce l’import di F&V Bio da Italia e Germania

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Taiwan aumenta le importazioni di prodotti Bio italiani e tedeschi, rispettivamente del 26 e del 52% tra il 2013 e il 2014. Dopo gli scandali alimentari occorsi negli scorsi mesi derivato dalla messa in commercio di prodotti che si sono dimostrati scadenti e dannosi, il Paese dell’estremo Oriente, punta ad un restyling della sua immagine per riguadagnare la fiducia dei consumatori incrementando l’importazione di prodotti di qualità, lavorando per la creazione di un organismo di controllo per la sicurezza alimentare e implementando le partner-ship con distributori stranieri affidabili.

Gli scandali alimentari. «La serie di scandali alimentari – si legge in una nota dell’Ice – ha colpito la fiducia pubblica sia del governo che dell’industria alimentare locale, portando sempre più consumatori taiwanesi a prepararsi i pasti a casa e consumare i prodotti alimentari importati». A distanza di mesi dal panico alimentare i principali siti di shopping online, ipermercati, grandi magazzini e catene di supermercati in tutta Taiwan stanno segnalando vendite in crescita notevole delle importazioni di verdura biologica al punto che l’ipermercato locale RT-Mart ha avuto una crescita del 30% nelle vendite di ortaggi biologici nel mese di novembre 2014».

L’import di Bio. La crescente attenzione alle produzioni Bio si evince anche dai dati di mercato che ci ha gentilmente inviato il governo taiwanese. Complessivamente il volume delle importazioni di prodotti Bio non sembra aumentare molto guardando il dato totale del +0,2% ( da 9.982 tonnellate a 10.024) registrato tra il 2013 e il 2014. Ma se si analizzano nel dettaglio i dati di import di frutta e verdura Bio si capisce il chiaro trend assunto dal mercato.

A crescere sono, infatti, soprattutto le importazioni di prodotti di qualità (prevalentemente trasformati e succhi di frutta, per via della grande distanza che rende difficile l’arrivo dei freschi) provenienti dalla Germania e dall’Italia che crescono rispettivamente del 51,8% e del 26% determinando da sole un incremento della spesa complessiva per l’importazione di prodotti Bio, del 41%, da 581 milioni a 820 milioni di dollari.

In pratica se i volumi delle importazioni bio crescono poco e il valore cresce molto significa che si stanno importando prodotti che costano con incrementi di prezzo rispetto a quelli che si trovavano sul mercato l’anno precedente del 41%.

In sensibile calo le importazioni Bio da Canada (-37%) e Cina (-32%) mentre registrano una lieve flessione (-1,8%) quelle dalla Nuova Zelanda.

La strategia. «Stiamo lavorando – spiega un portavoce del governo taiwanese – per la creazione di un sistema di controllo totale sulla sicurezza alimentare. Nel frattempo dobbiamo scegliere i prodotti più adatti in grado di soddisfare le più svariate richieste della domanda interna e in questo attingiamo ai mercati esteri, anche attraverso la partecipazione alle fiere, anche in conseguenza della nostra adesione, nel 2002, al Wto. Stiamo puntando ad ampliare il numero delle collaborazioni con distributori stranieri affidabili anche con l’obiettivo di ricostruire la nostra immagine sullo scenario internazionale»

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