Osservatorio dei prezzi ortofrutta in Italia all’8 maggio 2017

Grazie all’accordo con Borsa Merci Telematica Italiana (Bmti) pubblichiamo la rilevazione del prezzi dell’ortofrutta all’8 maggio 2017.

Qui di seguito una sintesi delle principali tipologie in commercio, nel pdf scaricabile trovate il dettaglio dei grafici e i rilevamenti sulle principali piazze italiane: Milano, Bologna, Padova e Roma.

Scarica i prezzi dei prodotti ortofrutticoli in PDF cliccando qui

Albicocche. Stabile

La domanda si mantiene bassa soprattutto a causa delle cattive condizioni climatiche, che hanno anche un effetto negativo sulla qualità del prodotto. Da questa settimana si è osservato l’inizio della produzione nazionale.

Asparagi. In aumento 

Le temperature basse e il cattivo tempo hanno ridotto la produzione e incrementato il livello della domanda. Nei periodi freddi il consumo dei prodotti da cuocere tende sempre ad aumentare.

Ciliegie. In ribasso

Le produzioni sono medio alte con un livello della domanda medio basso. È presente quasi esclusivamente il prodotto spagnolo. La produzione dovrebbe aumentare rapidamente e si prevedono dei cali.

Fragole. In aumento

Le quotazioni sono in leggero aumento perché la produzione non è elevata, in quanto il freddo ha rallentato la maturazione dei frutti in Nord Italia, mentre la domanda si mantiene alta in quanto tipicamente il consumo di fragole non è molto influenzato dalle temperature.

Mele. In aumento

Situazione di incremento dei prezzi per alcuni prodotti di montagna, in previsione di un possibile calo della produzione il prossimo autunno.

Nespole. In ribasso

La produzione si mantiene elevata e le quotazioni stabili. Con l’entrata in produzione dell’altra frutta estiva la domanda tende a calare.

Pesche. In ribasso

Sia per l’andamento climatico sfavorevole che per l’aumento della produzione, le quotazioni sono in continuo calo. La produzione è prevalentemente spagnola e marocchina. Si segnala la presenza dei primi prodotti nazionali.

Zucchine. Stabile

Prezzi stabili su livelli medio bassi, nonostante il calo delle temperature ed un leggero aumento della domanda. Le quotazioni non calano perché la produzione è già elevata in tutte le zone produttive italiane.

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