Campagna kiwi 2017-2018, atteso un calo del 14% del raccolto italiano

Le stime del Cso sulla produzione di kiwi indicano contrazioni rilevanti in Lazio e Veneto nel nostro Paese, mentre tra i Paesi dell'Emisfero Nord avanzano Grecia e Spagna

Dovrebbe essere un’annata di scarica per il kiwi italiano. Le stime del Cso Italy per la campagna 2017-2018, presentate recentemente a Verona al convegno organizzato dalla Camera di Commercio provinciale, indicano una produzione di poco più di 390 mila tonnellate, il 14% in meno rispetto a quella della scorsa annata nonostante il lieve incremento delle superfici investite.

In Italia infatti, come ha spiegato il direttore del Cso, Elisa Macchi, si stimano poco più di 24.700 ettari coltivati a kiwi nel 2017, un dato in crescita del 2% sull’annata precedente. Il Lazio la regione più vocata con il 31% del totale, seguita dal Piemonte con il 18% e in terza battuta dall’Emilia Romagna con il 15% e a seguire da Calabria (11%) e Veneto (10%).

 

Crollo della produzione in Lazio e Veneto

A causa dei danni provocati dalle gelate della scorsa primavera le regioni più penalizzate dal punto di vista del raccolto sono Lazio e Veneto che, in base alle stime del Cso, dovrebbero perdere rispettivamente il 32% e il 33% rispetto all’annata precedente con una produzione di 94.586 tonnellate nel primo caso e di 35.761 tonnellate nel secondo (complici, nel Veneto, anche le fitopatie e la presenza della cimice asiatica). L’Emilia Romagna dovrebbe invece andare controtendenza e chiudere la campagna con un progresso del 2% a quota a 77.833 tonnellate di kiwi.

Anche in Piemonte si stima un calo del 26% del raccolto sempre a causa della resa inferiore e in Friuli è attesa una flessione importante, pari al 30%.

In Calabria si conferma un’espansione delle superfici grazie alla continua entrata in produzione degli investimenti messi a dimora. Si attendono rese in forte aumento rispetto a quelle deficitarie della precedente stagione, ma con pezzatura piccola. In Campania dovrebbero crescere le superfici e rese sulla passata stagione, che era risultata scarica.

“In termini generali – ha detto Elisa Macchi, direttore del Cso Italy, – il kiwi italiano, escludendo alcune criticità specifiche, sta vivendo nel complesso nazionale un risveglio, prova ne è la tendenza delle superfici”.

Export, avanzano i Paesi extra-Ue

Nell’annata 2016-17 l’export italiano di kwi, in base a elaborazioni del Cso su dati Istat, è sceso del 18% rispetto al record raggiunto l’anno precedente, in linea con la diminuzione di offerta disponibile. Per quanto riguarda le destinazioni tende a ridursi il peso dell’Europa in favore dei Paesi terzi: salgono in particolare Nord America ed Estremo Oriente ma sono in incremento in misura minore anche Medio Oriente e Sud America.

Crescono Grecia e Spagna

Secondo stime Cso e Iko (International Kiwifruit Organization) i Paesi dell’Emisfero Nord dovrebbero chiudere l’annata 2017-2018 con una produzione di poco superiore alle 701.000 tonnellate, il -5% rispetto all’anno precedente. A fronte di incrementi attesi in Portogallo, e in particolare in Spagna (15% e Grecia (16%) il trend negativo è legato alla flessione stimata in California, Francia e soprattutto Italia.

 

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