Il negozio 2.0 rilancia la IV gamma e recupera le botteghe

Con il negozio 2.0 cambia la catena di distribuzione di fresco diventa social e rilancia la IV gamma.
Arriva dalla Germania un’idea innovativa che permette da un lato di riutilizzare la rete di negozietti di quartiere disseminati nelle nostre città e in costante dismissione a causa della concorrenza spietata creata dai grandi centri commerciali. Dall’altro consente di applicare le tecnologie 2.0 agli acquisti di frutta e verdura permettendo al consumatore di spostarsi di meno e di informare meglio il distributore sulle sue esigenze di consumo.
Funziona così: Il negozio di prossimità diventa una sorta di terminal che può; essere connesso ad un centro di distribuzione più grande come ad esempio un supermercato o ipermercato situati in periferia. Nel negozio, rigorosamente in centro e facilmente raggiungibile, il consumatore troverà una tavola calda dove potere degustare un caffè mentre si fa la spesa e dei computer o delle postazioni wifi gratuite da cui potere effettuare i propri ordini al centro di distribuzione collegato. Gli acquisti online, naturalmente, potranno essere fatti anche dal proprio smart phone o dal pc di casa con il risultato che, nel giro di poche ore, i prodotti acquistati potranno essere recapitati al negozietto di quartiere. Per il resto, l’offerta del negozio sarà limitata a pochissimi altri prodotti, prevalentemente orientati al consumo facile e veloce come quelli della IV gamma oltre che alcuni beni di prima necessità (come ad esempio la carta igienica) che rappresentano la categoria di acquisti cosiddetti last-minute.
“Sono nuovi modelli di distribuzione – ha spiegato questa mattina a Fruit Logistica, negli spazi di Fuure Lab, Thomas Vogler, retail consultant e docente universitario – che funzionano così come dimostra l’esperienza, ad esempio, di Emmas Enkel, una catena tedesca che utilizza i negozietti di prossimità applicando fuori dal negozio un pannello con i codici Qr che permette al consumatore di programmare gli acquisti prima ancora di entrare nel negozio. L’idea sviluppata da My Couchbox, invece, è quella di stupire i clienti ogni mese con una sorpresa diversa presentata dentro delle scatole chiuse, effetto pacco regalo, con dentro i prodotti/sorpresa, da promuovere”.
Il concept del negozio 2.0 nasce anche dall’idea della crescente importanza che gli acquisti online avranno anche nella filiera del fresco. Secondo uno studio americano, fino a 5 anni fa il 91 % del fatturato veniva realizzato nei negozi tradizionali. In un lustro questo dato è diminuito di quasi 20 punti percentuali (75%) con la tendenza e diminuire ancora negli anni successivi fino al 63% da qui al 2020.
“Questi dati – continua Vogler – ci rivelano la crescente importanza del commercio online. Si tratta di un trend che ben può essere applicato al mercato europeo dal momento che i numeri della demografia sono anche maggiori di quello statunitense. Inoltre c’è un altro aspetto fondamentale di questo modello che non va trascurato ed è l’incredibile mole di dati sul consumatore che il retailer resce ad ottenere tramite l’utilizzo del computer. Le sue preferenze, le tendenze di consumo, i suoi bisogni giorno per giorno. Si tratta di una miniera d’oro, ottenuta in modo del tutto gratuito, che bisogna sfruttare così come ha fatto Tesco nel mercato britannico, che con questo sistema ha individuato 16mila categorie di consumatori”.
Un’esperienza che spinge il negozio 2.0 ancora più ver4so strade estreme, è l’app “Buy or burn” un vero e proprio social degli acquisti che permette di condividere con il network di amici-shopper i propri selfie dentro i negozi per ottenere da loro consigli sugli acquisti abbattendo le distanze.

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