Crisi dei mercati, serve un nuovo modello di agricoltura Ue

“Occorre un nuovo modello di agricoltura europea”. Concordano su questo il presidente della Confagricoltura Mario Guidi e il presidente della Fnsea, la grande federazione nazionale delle imprese agricole francesi, Xavier Beulin, che si sono incontrati oggi a Parigi in una bilaterale dedicata alla grave crisi di mercato che stanno attraversando tutti i comparti agricoli.

Il punto. “Oggi a Parigi – ha detto il presidente Guidi – incontrando il presidente ed i colleghi dirigenti di Fnsea, abbiamo ancora una volta avuto la consapevolezza di quanto bisogno ci sia di rivedere le regole dell’Europa agricola. L’attuale politica agricola comune ha fallito nel suo obiettivo di stabilizzazione dei redditi, generando solo nuova burocrazia, e la continua apertura ai Paesi Terzi sta mettendo a rischio la sopravvivenza produttiva delle nostre imprese”. I dati confermano la congiuntura davvero sfavorevole del settore agricolo. Secondo Eurostat, già nel 2014 i prezzi agricoli in Italia erano calati in media del 4,2% rispetto al 2013. A dicembre 2015 in base ai dati Ismea, i prezzi all’origine di tutti i prodotti agricoli sono risultati in calo del 2% rispetto allo stesso mese del 2014. La flessione dei prodotti zootecnici è stata anche maggiore (3% rispetto allo scorso anno).

I trend. Nell’ultimo trimestre del 2015 si è registrato un notevole peggioramento della ragione di scambio agricola. I prezzi sono calati nel complesso di circa l’8 per cento mentre i costi sono rimasti pressoché stabili, pregiudicando così i redditi degli imprenditori agricoli.  Il presidente di Confagricoltura ha condiviso i recenti annunci del governo francese che chiede misure di tutela per la crisi agricola, a cominciare da quello del ministro dell’Agricoltura Le Foll che ha detto che il primo ministro Valls porterà la questione all’attenzione dei capi di Stato e di Governo questa settimana. Ed ha ricordato che anche il ministro Martina ieri, al consiglio dei ministri dell’Agricoltura della Ue, ha annunciato la richiesta di applicazione della clausola di salvaguardia per i nostri pomodori ed ha ribadito la preoccupazione per la proposta di concedere alla Tunisia un ulteriore contingente agevolato per l’export in UE di olio di oliva.

La politica. Al centro dell’incontro anche la politica commerciale comunitaria, che prevede aperture ai Paesi terzi senza preventive valutazioni di impatto e senza adeguata attenzione alle tematiche fitosanitarie (come Confagricoltura ha avuto modo di evidenziare con una recente lettera indirizzata all’alto rappresentante dell’UE per gli Affari esteri Federica Mogherini, ai commissari europei al Commercio ed all’Agricoltura ed a tutti gli europarlamentari europei).   Questo mentre si fanno sempre più concrete le penalizzazioni dirette ed indirette conseguenti all’embargo russo, di recente esteso da Mosca anche ai prodotti della Turchia.

L’export. Solo in termini di minori esportazioni agroalimentari verso il mercato russo, nel 2015 (rispetto al periodo pre – embargo), secondo le proiezioni del Centro Studi Confagricoltura le filiere agricole italiane hanno perso 244 milioni di euro. I settori produttivi agricoli maggiormente colpiti sono: ortaggi ( con una flessione delle esportazioni del -98,9%), frutta (-94,5%) e latte e derivati (-92,5%). “Cambiare le politiche europee si può. E noi a Parigi oggi abbiamo avuto la consapevolezza che questo è possibile, anche in collaborazione con tutte le organizzazioni agricole europee. Occorrono interventi a livello di Paesi membri e anche a livello europeo. Interventi che vadano nella riduzione degli oneri burocratici e dei costi dei fattori, ma anche misure eccezionali per la tutela del reddito dei nostri agricoltori”.

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