Il consumo di ortofrutta tra le generazioni

Sempre più alti i consumi di frutta e verdura, ma in modo diverso, tra prodotti già pronti e il fresco per le preparazioni in cucina

Gli italiani amano frutta e verdura. Lo certifica il Rapporto Coop 2018 che rileva come la spesa per l’ortofrutta ammonti al 21% sul totale della spesa alimentare. Più di ogni altro paese europeo, con una crescita di circa il 10% negli ultimi 15 anni secondo i dati Istat. È possibile spiegare questo aumento con una svolta salutistica nell’alimentazione, sempre più orientata alla leggerezza e al benessere.

Un fenomeno diffuso trasversalmente, ma sentito profondamente soprattutto tra i più giovani. Le differenze tra generazioni persistono però sia per quanto riguarda le modalità di preparazione, sia per quanto riguarda il portato simbolico.

I cibi vegetali già pronti per i più giovani

A livello di preparazione i più giovani sono interessati a minimizzare tempi e sforzi. Privilegiano quindi piatti pronti già cucinati a base di ortaggi, ortaggi in scatola oppure crudi. Al contrario i più maturi evidenziano preferenza per ortaggi freschi da cucinare. L’instabilità sociale influisce sul tempo e sui tempi (anche quelli di cottura).

Pur nella ormai diffusa consapevolezza che una dieta ricca di frutta e verdura sia il presupposto per una vita lunga, sana e performante, i più giovani, che si trovano a confrontarsi con occupazioni instabili, orari di lavoro decisi giorno per giorno, impossibilità di programmazione settimanale si rivolgono per scelta ma soprattutto per necessità ai cibi vegetali pronti: spesso più costosi, ma capaci di equilibrare il rapporto tempo/denaro.

Tempo e maggiori risorse economiche per i più maturi

I più maturi al contrario, che spesso si avvicinano a una dieta più ricca di vegetali e tendenzialmente meno caratterizzata dalla carne, per esigenze legate a problemi di salute, contano su maggiori risorse economiche e soprattutto di tempo (occupazioni che concedono maggiore stabilità e permettono una buona programmazione e/o una situazione di quiescenza lavorativa).

Stiamo parlando infatti di generazioni per cui il fattore alimentare è stato fulcro di interesse culturale e mediatico: un elemento attrattivo che ha sensibilizzato migliaia di persone coinvolgendole in elaborate e gratificanti pratiche di cucina.

Le esigenze della generazione fast and furious

La generazione senza prospettive, senza stabilità e senza sicurezza è invece vittima di una debolezza strutturale che rallenta il cammino verso l’assunzione di ruoli adulti, ma anche verso pratiche che appoggiano su situazioni spazio-temporali definite. Così la casa e la cucina, e il conseguente piacere di impegnarsi per sé e gli altri attorno ai fornelli, rischiano di indebolirsi.

I cibi verdi pronti, freschi o precotti, i prodotti con una alta componente di servizio sono destinati a incontrare le esigenze di una generazione Fast and Furious nomade per necessità, salutista per convinzione, povera di progetto e futuro.

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