Canada, le 5 chiavi di mercato strategiche per il 2016

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Gli economisti specializzati in materia di agricoltura del Farm Credit Canada hanno appena reso note le prime cinque principali tendenze che influenzeranno l’agricoltura canadese nel prossimo 2016. Lo rivela una nota dell’Ice di Toronto, diffusa nei giorni scorsi che mette in luce come le sfide e le opportunità di questo anno che inizia, arrivano dall’andamento del clima, innanzitutto, ma poi anche dalle nuove tendenze di consumo oltre che dall’andamento della valuta e dei tassi di interesse.

Lo studio. «Abbiamo raccolto e analizzato dei dati – spiega J.P. Gervais, che guida lo staff degli economisti specializzati in agricoltura di Fcc – per fornire ai produttori delle previsioni che li possano aiutare nelle loro decisioni e nella pianificazione a lungo termine. Si tratta di attività che possono essere difficili in un settore molto dinamico come è quello agricolo canadese che è molto sensibile non solo all’andamento climatico ma anche ai cambiamenti delle tendenze di consumo e all’andamento dell’export».

Ecco quali sono le cinque tendenze che influenzeranno l’agricoltura canadese nel 2016.

Il clima. Innanzitutto i modelli climatici che se, da un lato possono essere causa di interruzioni nella catena di approvvigionamento, dall’altro possono rappresentare anche delle opportunità per l’agricoltura nazionale. Si pensi ad esempio alla siccità in Russia e in Ucraina che – determinando una riduzione dei volumi di grano prodotto in quei Paesi- comporta un incremento della domanda di prodotto canadese. Stessa cosa dicasi per il fenomeno del Niño, la corrente oceanica calda che crea condizioni atmosferiche insolite e sconvolge stagioni di crescita e che determinerà una riduzione, ad esempio, dei volumi di ceci prodotti in India.

Il consumo. La seconda tendenza da tenere in considerazione è legata alla domanda dei consumatori che sono sempre più consapevoli ossia che guardano con crescente attenzione ai prodotti di qualità e sicuri e che chiedono una scelta sempre più ampia di cibo. «Questo – continua Gervais – pone i produttori davanti ad una sfida che consiste nel sapere fare le scelte giuste in un cotesto in cui le indicazioni ed i messaggi che arrivano dal mercato non sono univoci e spesso anche contrastanti. Allo stesso modo i produttori non potranno ignorare la crescente preoccupazione dell’opinione pubblica che chiede cibo sicuro a prezzi considerati accessibili. Preoccupazione che però deve essere inserita in un contesto produttivo che spinge verso l’efficienza».

In questo senso, si legge nella nota Ice, la domanda dei consumatori sulla diversificazione dell’offerta alimentare ha creato un deficit commerciale in cui le importazioni di prodotti alimentari trasformati superano le esportazioni (da 1,9 miliardi di dollari nel 2010 a 3,5 miliardi nel 2014). «Ci aspettiamo – precisa Gervais – che i produttori rispondano a questa domanda di differenziazione e che la forbice tra import ed export tenda a ridursi nel corso del 2016».

Tassi di interesse e valuta. Altro punto: i tassi di interesse bassi e il dollaro debole contribuiranno a mantenere delle condizioni economiche favorevoli. «Il basso prezzo del petrolio e la differenza di tassi di interesse tra Usa e Canada continueranno a spingere al ribasso il dollaro canadese che però avrà una ripresa nella seconda parte dell’anno».

Si attende, inoltre, un calo generalizzato dei prezzi delle materie prime in agricoltura nel 2016 a causa di un eccesso di offerta che potrebbe strozzare i profitti.

Le aziende. In questo senso, ed è questa l’ultima tendenza rilevata, i debiti delle aziende agricole canadesi (derivati da una massiccia attività di investimento registrata negli ultimi cinque anni unitamente all’aumento del valore dei terreni agricoli) continueranno ad aumentare anche se ad un ritmo più lento.

«La buona notizia – conclude Gervais – è che il reddito netto delle aziende agricole canadesi ha tenuto il passo dell’indebitamento accumulato negli ultimi cinque anni. Questo dato ci restituisce l’immagine di un settore agricolo forte e vibrante».

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