Peraboni (ad Fiera Milano): «Il primo passo è stato fatto»

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Dopo la proposta di una fiera ortofrutticola unica che la cabina di regia di Fruit Innovation ha inviato, lo scorso 2 novembre, al ministero dell’Agricoltura e alle due fiere interessate (Cesena e Milano), non tarda ad arrivare la risposta anche dell’amministratore delegato del quartiere fieristico meneghino.

Dott. Peraboni come accoglie questa proposta?

«Penso che adesso sia arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti».

In che senso?

«Nel senso che siamo in un Paese in cui si fa un gran parlare di fare squadra sicché noi come fiera Milano e il presidente di fruit Innovation Francesco Pugliese ha dato atto, siamo stati i primi a fare un fatto e non ci siamo fermati alle parole».

A cosa si riferisce?

«Al fatto che abbiamo deciso di slittare al 2017 la seconda edizione di Fruit Innovation che sarà ospitata all’interno della fiera Internazionale di Tutto Food. Un’operazione basata sull’intenzione di arrivare ad una grande fiera all’anno per l’ortofrutta».

Quali sono le carte che gioca Milano in questa partita?

«Noi abbiamo Tutto Food che è l’alveo ideale. Ha delle potenzialità enormi ed è senza dubbio la più grande manifestazione italiana dedicata al Food. Nell’ultima edizione abbiamo registrato risultati superiori a Cibus di una volta e mezza».

Qual è la contromossa che si aspetta da Cesena?

«Così come noi abbiamo fatto il nostro passo verso una fiera unica, ci aspettiamo la stessa disponibilità dall’altra parte ossia permettere che ci sia un evento unico anche nel 2017. Il primo passo per collaborare è non farsi la guerra e quindi non dividere gli espositori. Noi lo abbiamo fatto».

Pensa che potrete contribuire alla buona riuscita dell’edizione del 2016 in vista delle auspicate collaborazioni per il 2017?

«Fino ad oggi nessuno ci ha coinvolto e in ogni caso credo che sia tardi».

In che senso?

«Le fiere si programmano con molto anticipo. Si fa fatica a novembre a decidere di una fiera che deve avvenire pochi mesi dopo e in ogni caso resta il fatto che nessuno ce l’ha chiesto».

Se anche si raggiungesse un accordo ai vertici, come si farebbero a ricomporre le divergenze all’interno della filiera produttiva?

«Mi pare che la cabina di regia di Fruit Innovation possa essere considerata abbastanza rappresentativa dal momento che raggruppa tutte le categorie del mondo produttivo».

Avete considerato l’ipotesi di affittare i padiglioni di Milano a Macfrut per il 2017?

«Qui stiamo entrando nei dettagli e non ho più delle risposte perché dobbiamo ancora iniziare a parlare».

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