L’anticipo di stagione crea sovrapposizione con gli spagnoli

Le temperature al di sopra della media stanno determinando anticipi della stagione e il rischio è che nelle due settimane a cavallo tra la fine di giugno e i primi di luglio possano crearsi delle sovrapposizioni commerciali con le produzioni estive spagnole.

Le strategie. Per evitare la corsa al ribasso dei prezzi, i competitor dei due Paesi del Mediterraneo avrebbero già avviato un dialogo per programmare i quantitativi da immettere sul mercato per anche per scongiurare l’ennesima stagione disastrosa in questa terza estate dopo l’embargo.

«Non la vedo nera – precisa Giancarlo Minguzzi, presidente della omonima Op di Alfonsine, nel ravennate, nonché di Fruitimprese Emilia-Romagna –. Innanzitutto per il calo produttivo atteso. Le quantità si prevedono scarse almeno per le albicocche precoci sia al Sud che nel Nord Italia. Sembrano invece normali le produzioni di susine, pesche e nettarine; anche se per queste ultime occorrerà fare i conti con gli abbattimenti effettuati negli ultimi 3 anni, nel 2015 in particolare nel nord Italia, conseguenza delle deprimenti quotazioni di mercato non remunerative per i produttori. Per scongiurare il rischio di sovrapposizioni con le produzioni spagnole non resta che auspicare minori importazioni dalla Spagna».

Le varietà. Al calo produttivo corrisponde, inoltre, una qualità migliore delle produzioni nostrane anche grazie all’introduzione sul mercato di nuove varietà in particolare di albicocca (delle tipologie sfaccettate di rosso) e del lancio su larga scala delle prugne Metis.

Rispetto alle due precedenti stagioni estive – caratterizzate dall’appesantimento del mercato causato dall’embargo russo – quest’anno si aprono inoltre due prospettive che permetteranno alla piazza europea di allentare le tensioni. Da un lato è una speranza di tutti gli operatori, considerata sempre più concreta, che le sanzioni russe non siano rinnovate alla loro scadenza. D’altro canto c’è l’accordo bilaterale appena concluso tra Spagna e Cina che dà il via libera – già da questa stagione – all’export di pesche e prugne iberiche verso il colosso asiatico.

Le prospettive. «Queste prime campagne saranno di test – precisa Minguzzi – e non comporteranno subito un significativo alleggerimento sul mercato europeo. Ma si tratta di novità incoraggianti che aprono nuove prospettive per il comparto. Stiamo studiando, per le settimane di sovrapposizione di prodotto, delle campagne comunicative finalizzate a sostenere i consumi attraverso promozioni negli store e in ogni caso confidiamo nel fatto che il caldo perduri nella stagione estiva perché più fa caldo, più i prodotti estivi vengono consumati»

Intanto il kiwi chiude la campagna in affanno con prezzi al di sotto dei costi di produzione per i calibri medio piccoli mentre per quelli medio-grossi sono stati mantenuti i prezzi di campagna. Una situazione, questa, conclude Minguzzi «che determinerà liquidazioni differenziate che potranno andare, dai 25 ai 50 centesimi al chilo».

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