Rincari, speculazioni o legge di mercato?

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Anche in Almeria, la provincia della Spagna che copre metà della domanda europea di frutta e verdura, i listini si sono impennati a causa dell’ondata di gelo


Il valore dell’ortofrutta dipende dal rapporto tra l’offerta e la domanda? La scarsità di offerta a causa del maltempo e del gelo e il conseguente rialzo dei prezzi non è un fenomeno solo italiano. Se nel nostro Paese si è registrato un aumento record del 20,4% dei listini dei vegetali freschi e del 7,3% della frutta rispetto allo stesso mese dello scorso anno, come stimato da Coldiretti, anche in Spagna le quotazioni di frutta e verdure si sono impennate.

Persino sul mercato di Almeria, provincia dell’Andalusia (Spagna meridionale), un’area che concentra uno dei più alti livelli di serre al mondo e rifornisce metà della domanda europea: nella quarta settimana del 2017 i listini hanno infatti polverizzato tutti i record con zucchine vendute vicine ai quattro euro al chilo, melanzane offerte a più di tre euro al chilo, un rincaro di oltre il 100%, mentre cetrioli, pomodori e peperoni sono stati scambiati a prezzi superiori all’euro.

Anche in questo caso, in base alla regole della domanda e dell’offerta, gli incrementi erano legati all’ondata di freddo che ha rallentato il ciclo vegetativo delle colture e ai danni subiti in aree in concorrenza diretta con Almería, come Murcia, e all’estero, il sud della Francia, l’Olanda, l’Italia, Grecia, Turchia, Marocco e Israele.

Dalla fine dello scorso novembre le temperature avevano cominciato a scendere e i prezzi delle verdure erano aumentati a causa della scarsità di prodotto. Alcune società ortofrutticole non erano riuscite a rispettare i contratti offrendo solo prodotti a quotazioni altissime.

A questa situazione si sono aggiunti casi di speculazione sui prezzi da parte di alcuni operatori. Si tratta di aziende che non dispongono di una propria produzione, ma che semplicemente acquistano il prodotto e lo rivendono sul mercato.  Anche a livelli di prezzi così alti, molti operatori hanno acquistato il prodotto, ma non lo hanno poi venduto al prezzo atteso, spesso risultato inferiore a quello acquistato, generando perdite e incertezze. Questi casi rappresentano una percentuale compresa tra il 10 e il 15%, come stimato dal segretario generale dell’Agricoltura della provincia di Almería, José Antonio Aliaga.


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