Olympicus, il pomodoro a grappolo che sfida il mercato

Olympicus 3

È stato sviluppato da Hazera e alcuni produttori siciliani e almeriensi lo stanno testando da circa un anno. Tra le principali caratteristiche, una maggiore produttività ed una significativa tolleranza ai principali patogeni


Si chiama Olympicus ed è una delle ultime novità varietali di pomodoro a grappolo che porta la firma della ditta sementiera Hazera e che è commercializzato, in Italia, da Vilmorin.

I test. Da poco più di un anno alcuni produttori sia italiani (delle aree produttive siciliane di Vittoria e Pachino) che spagnole (provincia di Almeria) hanno iniziato a testarlo registrando risultati in termini di produttività decisamente superiori rispetto a quelli mediamente garantiti dai pomodori di questa tipologia denominata “red cluster”.

Il team di ricerca Vimorin

Il team di ricerca Vimorin

«Le caratteristiche principali di questa pianta – spiega Gianni Luca, responsabile Sviluppo & Ricerca di Vilmorin Italia nel corso del viaggio di formazione che la ditta sementiera ha organizzato nei giorni scorsi presso le proprie serre sperimentali in Almeria per presentare ai propri produttori siciliani le ultime novità – sono innanzitutto la robustezza della pianta e l’elevata produttività, ma anche una significativa resistenza ai patogeni. Tutte proprietà che permettono una produzione continua e costante evitando gli eccessi o i crolli produttivi che hanno caratterizzato le ultime campagne con l’effetto di amplificare la volatilità dei prezzi».

La campagna. Per avere un’idea di questo andamento, non occorre andare molto indietro nel tempo. La scorsa estate, la diffusione del virus Tylc ad opera della mosca bianca del pomodoro ha costretto molti produttori del ragusano ad estirpare fino alla metà delle piante di pomodoro con evidenti conseguenze nefaste sula campagna e la necessità di intensificare i trapianti di settembre per permettere al raccolto di contro-stagione di compensare le perdite estive. Una tattica che però ha causato un eccesso produttivo “postumo” ed il crollo dei prezzi che ha mandato in forte sofferenza l’intero comparto.

Le performance. Nell’azienda agricola di Manuel Corral, in Almeria, la varietà Olympicus è in produzione da un anno circa. «Per iniziare – ci spiega il signor Corral – ho piantato ad Olympicus i primi 3mila metri quadrati che equivalgono a circa 2.250 piante, innestate ed allevate a due steli. La pianta ha dimostrato di essere esuberante sin da subito arrivando a produrre i primi tre grappoli, dalla base, con sette frutti ciascuno per un totale di circa un chilo e mezzo a grappolo. Grazie alla qualità e alla buona pezzatura dei frutti, vorrei arrivare a proporla a circa un euro al chilo, che sarebbe il prezzo ottimale per rientrare dei costi di coltivazione che sono di circa 3 euro a metro quadro. Con il mercato molto basso di questa stagione, però, riesco a venderla a circa 50 centesimi al chilo».

La commercializzazione. Il canale distributivo utilizzato dall’azienda agricola del signor Corral è quello della vendita diretta al Mercabarna, il mercato all’ingrosso di Barcellona. Altri sistemi di distribuzione in cui i produttori sono maggiormente organizzati (leggi: concentrazione) si riescono a spuntare anche prezzi superiori. È il caso, ad esempio, del modello proposto dalla cooperativa almeriense Casi, la più grande di Europa costituita nel 1944 che oggi conta 1.800 soci per 2mila ettari e circa 2 milioni di chili di pomodoro venduti ogni giorno che rappresentano il 95% dell’intera produzione.

Vendita all’asta. «Ogni mattina – spiega un portavoce dell’azienda – indiciamo un’asta al ribasso alla quale partecipano buyer da tutta Europa, anche italiani. Il banditore fissa il prezzo di mercato che ogni secondo si abbassa di un centesimo. I partecipanti all’asta, premendo un pulsante, possono fermare il prezzo al livello che preferiscono con l’avvertenza che chi preme per primo ha diritto a comprare il prodotto di qualità migliore e può scegliere la quantità desiderata senza limiti. In questo modo gli altri partecipanti hanno tutto l’interesse a non fare abbassare troppo i prezzi perché rischiano di trovarsi con prodotti di bassa qualità senza sapere se riusciranno ad ottenere i volumi desiderati».

Con questo sistema, nell’asta che si è tenuta ieri, giovedì 17 febbraio, il prezzo con cui sono state vendute le varietà di ciliegino è arrivato anche a 1,40 euro al chilo mentre per i pomodori a grappolo si sono raggiunti anche i novanta centesimi. Il totale delle vendite concluse è stato anticipato dalla cooperativa ai produttori detratto il 10% per la commissione mentre Casi sarà pagata dai compratori nei 45 giorni successivi.


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