È nato Oita, il primo osservatorio sul trasporto degli alimenti

Camion

Ricozzi (presidente): «Entro l’estate pubblicheremo la prima classificazione degli alimenti in funzione delle loro esigenze di conservazione e il primo censimento degli operatori»


Nei giorni scorsi è stato costituito l’Oita, Osservatorio interdisciplinare trasporto alimenti. Si tratta di un’esperienza inedita e allo stesso tempo rivoluzionaria in Italia perché rappresenta un polo consultivo e propositivo (mai avuto fino ad ora nel mondo della logistica) che punta ad approfondire le tematiche connesse all’ottimizzazione del trasporto, della distribuzione e della logistica del food&beverage, dei prodotti farmaceutici e del trasporto degli animali vivi.

CLARA RICOZZI

Gli obiettivi. «Abbiamo ritenuto -spiega la presidente esecutiva, Clara Ricozzi – di porre al centro dell’attenzione dei soggetti pubblici e privati interessati la domanda di qualità e di sicurezza del trasporto e distribuzione degli alimenti, ed anche dei prodotti farmaceutici, che proviene dal mondo dei consumatori. Benché il commercio mondiale di prodotti deperibili cresca del 3% annuo, lo scenario attuale delle operazioni di trasporto e di logistica presenta preoccupanti lacune conoscitive, normative e certificative. Allo stato attuale manca una classificazione delle imprese adibite al trasporto e alla distribuzione di queste merci particolarmente sensibili e non è stata mai fatta una ricerca ad hoc né sul grado di possibile deperimento, qualitativo e nutrizionale, dei beni alimentari, conseguente al trasporto, né sull’efficacia dei controlli sull’intera supply chain. Basti pensare, per esempio, agli effetti del trasporto in condizioni igieniche precarie, o dell’esposizione prolungata a determinati agenti atmosferici, sulle caratteristiche organolettiche di alcuni prodotti, come le acque minerali e i vaccini. Oltretutto, in Italia, a differenza di altri Paesi europei, non esiste una valutazione coordinata e unitaria dei risultati dei controlli sulle sostanze alimentari, che fanno capo a singole strutture pubbliche».

I player. In questo senso, uno degli obiettivi dell’osservatorio è quello di stimolare il confronto fra i settori dell’agroalimentare, dell’autotrasporto e della distribuzione (ivi comprese le case costruttrici di veicoli), nel quale coinvolgere le istituzioni competenti e il mondo accademico, per arrivare ad una seria politica di controllo della qualità e del rispetto delle norme vigenti.

«Al momento – continua Ricozzi – non fruiamo di finanziamenti pubblici ma ci avvaliamo del supporto di aziende private e organismi associativi legati a vario titolo al settore dei trasporti, che hanno dimostrato particolare interesse e sensibilità nei confronti di questa iniziativa».

Tra i primi step dell’osservatorio è previsto il censimento (mai realizzato fino ad ora) delle aziende che trasportano cibo a vario titolo e in diversi regimi di temperatura, nonché degli organi di controllo e di certificazione, la stesura di un libro bianco sul trasporto degli alimenti e l’elaborazione di linee guida per un protocollo interministeriale finalizzato a razionalizzare e ad armonizzare i controlli nella fase del trasporto dei prodotti alimentari e farmaceutici. Sono in cantiere anche progetti per favorire la ricerca e la sperimentazione mediante borse di studio, master e dottorandi con importanti università.

La struttura. «Il board e il comitato tecnico si sono appena insediati – conclude Ricozzi – intendiamo porre mano alla classificazione degli alimenti in funzione delle loro esigenze di conservazione, con particolare attenzione al mantenimento delle temperature controllate sui veicoli che li trasportano, e realizzare il censimento degli operatori interessati, sia sul fronte della produzione, sia su quello del trasporto, avvalendoci anche dei data base che saranno messi a disposizione dai componenti del Comitato tecnico scientifico provenienti dalle organizzazioni associative dell’autotrasporto. Ci auguriamo di poter concludere questa fase di lavori prima della pausa estiva».


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