Modelli previsionali sui prezzi e non solo, i big data per l’ortofrutta

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I focus del workshop organizzato a Macfrut 2917, la fiera internazionale dell’ortofrutta di RiminiFiera, da Edagricole Tecniche Nuove dal titolo “Il prezzo dei prodotti ortofrutticoli: solo una questione di mercato? Modelli previsionali, case history, strumenti operativi” moderato da Duccio Caccioni, direttore Marketing&Qualità del Caab ed editorialista di Fresh Point Magazine


I big data per l’ortofrutta. Per costruire modelli previsionali sui prezzi, per contrastare la volatilità dei mercati, ma anche per previsioni sulle produzioni, sui consumi e infine sulle condizioni meteorologiche per non “perdere” produzioni e raccolti. Perché non capiti più quanto è successo quest’inverno, una catastrofe con danni alle produzioni, a causa di freddo e gelo, in Spagna nella Murcia, una delle aree europee più vocate per la produzione ortofrutticola, e anche nel Centro e Sud-Italia, altro grande orto europeo. Vale a dire che nei due Paesi più forti sull’ortofrutta a livello Ue, i big data, ossia la rielaborazione “mirata” dei dati raccolti nei data-base, possono fare molto per il comparto. Questi i focus del workshop organizzato a Macfrut 2917, la fiera internazionale dell’ortofrutta di RiminiFiera, da Edagricole Tecniche Nuove dal titolo “Il prezzo dei prodotti ortofrutticoli: solo una questione di mercato? Modelli previsionali, case history, strumenti operativi” moderato da Duccio Caccioni, direttore Marketing&Qualità del Caab ed editorialista di Fresh Point Magazine.

All’evento sono intervenuti relatori autorevoli come Mauro Bruni, presidente di Areté, Fabrizio De Giacomi, responsabile Area Mercati di Bmti (Borsa Merci Telematica Italiana), Federico Carboni, amministratore delegato e responsabile commerciale Agromet una start up che si occupa di previsioni agro-meteo, Riccardo Bugiani, fitopatologo del Servizio Fitosanitario di Regione Emilia-Romagna e Francesco Martella, Area Sviluppo CeSAR, Centro per lo sviluppo agricolo e rurale, Perugia.

Oggi è possibile per le aziende ortofrutticole mantenere il reddito e crescere con l’aiuto dei nuovi strumenti previsionali sia in termini di prezzi che di consumi e di produzioni e, da ultimo, proteggersi anche con le copertura assicurative agevolate.

Come ha sottolineato De Giacomi, responsabile area mercati Btmi, sono a disposizione i dati per costruire dei modelli previsionali sui prezzi dell’ortofrutta. “Disponiamo di una banca dati enorme per il rilevamento dei prezzi dei mercati all’ingrosso. Questa è un’attività che viene svolta addirittura prima del 1959 in forma sistematica. Oggi il sistema di rilevamento dei prezzi è complesso e solo con le mele si arriva a parecchie centinaia di referenze. Raccogliamo mezzo milione di prezzi l’anno. Un listino prezzo contiene ad esempio 250-300 referenze. Questo enorme data-base può essere utilizzato dal mondo della produzione e rielaborato per prevedere prezzi, produzione, consumi. Entriamo così nel mondo dei big data”.

Bruni ha sottolineato l’utilità dei big data: “Si utilizzano per costruire modelli econometrici che lavorano sulle banche dati e determinano un rapporto causa effetto sul prezzo. In questo caso è possibile mettere a punto un corretto risk management. Sull’ortofrutta, in particolare, il prezzo non è globale, ma regionale o macroregionale, anche se oggi si tende a farla diventare commodity, come ha fatto notare Caccioni.

Anche le previsioni meteo sono strategiche: “Entriamo dentro l’azienda agricola – come ha spiegato Bugiani – con capannine e sonde per capire come intervenire e se intervenire per i trattamenti fitosanitari”.

Federico Carboni di Agromet ha illustrato quanto successo nell’inverno 2017 a causa di eventi calamitosi di straordinaria intensità: non solo in Spagna, nella Murcia, dove si è osservato un aumento dei prezzi della lattuga fino ai 48 euro per cassa da 18 ceppi, e nel complesso sono stati calcolati 300 milioni di danni. Lo stesso freddo e gelo invernali hanno sferzato in quei giorni anche il Centro e Sud Italia che rappresentano l’orto italiano: il 10 gennaio scorso neve e gelo hanno colpito a morte le produzioni ortofrutticole con serre crollate sotto il peso della neve e gran parte dei raccolti fuori serra andati persi. Carboni ha fatto notare anche come le raccolte di data base del settore ortofrutta spesso non siano così “open” come ci si potrebbe attendere.

Le presentazioni dei relatori si possono scaricare cliccando su questi link:

L’andamento dei prezzi ortofrutticoli tra nuovi produttori e nuovi consumatori – Fabrizio De Giacomi

Big data, modelli econometrici ed esperienze di previsione dei prezzi e risk management sui mercati agricoli – Mauro Bruni

Mezza Europa sferzata da pioggia e gelo: zucchine e lattughe nell’occhio del ciclone – Federico Carboni

Ruolo del clima sulle avversità delle colture agrarie – Riccardo Bugiani

Avversità atmosferiche, come tutelare i ricavi aziendali: il piano assicurativo 2017 – Francesco Martella

 

 

 

 


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