Gruppo di contatto mela, ci vuole più reciprocità

Gruppo di contatto mela

Assomela: «Serve uno sforzo di allineamento dei sistemi produttivi Ue anche perché il regolamento 1107/2009 è ancora sostanzialmente inapplicato»


L’8 aprile l’Italia ha organizzato ed ospitato il “Gruppo di Contatto mela” tra Italia, Francia e Spagna. L’incontro, a cui hanno presenziato i rappresentanti del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e dell’Ambasciata di Spagna in Italia, è stato organizzato con l’ausilio di Assomela ed è stato ospitato dal Consorzio Melinda.

La campagna. All’incontro hanno partecipato 23 delegati dei paesi coinvolti. L’occasione è stata preziosa per analizzare diversi problemi comuni per i produttori di mele di Italia, Francia e Spagna, che pur essendo “pre-commerciali”, sono però strategici per la competitività dei Consorzi e dei Produttori. Innanzitutto si è presentata ed analizzata la situazione di mercato e le prospettive in vista della conclusione della stagione.

Ne emerge una situazione leggermente migliore rispetto al 2014/2015, ma comunque difficile e condizionata dalla forte produzione europea del 2015, dall’embargo russo, che ha inciso maggiormente rispetto allo scorso anno intaccando in maniera sensibile la capacità di esportazione della Polonia costretta a cercare sbocchi altrove, ma anche dal peggioramento della situazione geopolitica ed economica di diversi paesi del Nord Africa.

Le criticità. A fronte di questi aspetti è emersa molto forte la richiesta di una maggiore incisività della Commissione Europea e dei rispettivi Ministeri competenti nella apertura di nuovi mercati. Alla base dei ragionamenti si è richiamato con forza il concetto di reciprocità. L’attenzione delle autorità europee, ad opinione generale, è ritenuta infatti eccessivamente favorevole all’importazione in Europa senza equilibrate contropartite in termini di esportazione dall’Europa verso i paesi terzi.

Questo punto è stato posto in relazione con la necessità di applicare con maggiore severità e precisione le normative fitosanitarie all’importazione, per prevenire l’introduzione di patologie non presenti in Europa. In Italia si sono citati gli esempi della Drosofila Suzukii ed il recentissimo problema della Cimice (halyomorpha halis) di origine orientale. E’ stato posto all’attenzione del gruppo il problema degli “standard di qualità” e delle norme di “etichettatura” di prossima discussione presso l’Unece a Ginevra, che, se approvati come proposti da alcune delegazioni, comporterebbero aggravi illogici ed inaccettabili per la filiera produttiva.

Prospettive. Tutte le delegazioni si sono espresse per mantenere una posizione contraria alla proposta attuale e per privilegiare alternative semplici ma sufficienti per garantire la massima qualità del prodotto senza complicare la vita ai produttori. Si è quindi concluso con una analisi comparativa tra sostanze attive e fitosanitari ammessi in Italia, Francia e Spagna, che ha messo in evidenza un quadro con notevoli differenze, a seconda dei casi a favore o sfavore di ciascuno dei paesi.

La normativa. Questo aspetto testimonia ancora una volta la necessità di uno sforzo di allineamento dei sistemi produttivi in Europa e dimostra come le possibilità offerte attraverso il mutuo riconoscimento ammesso ai sensi del reg. 1107/2009 sia ancora sostanzialmente inapplicato.

Un richiamo conclusivo è stato fatto riguardo alla forte esposizione del settore alle pressioni di diverse organizzazioni non governative sui temi della salute e dell’ambiente, alla necessità di una maggiore informazione riguardo agli importanti progressi fatti dal mondo dei produttori per garantire la salute dei consumatori e dell’ambiente ed alla utilità di investire con decisione nella ricerca di soluzioni in grado di incrociare sempre meglio la domanda di sicurezza ed ambiente proveniente dalla società civile. L’incontro è stato permeato da un clima molto positivo ed interattivo ed ha messo in luce ancora una volta la possibilità di un dialogo proficuo tra paesi cointeressati da problematiche comuni.

La visita conclusiva al progetto di conservazione di mele in “Ipogeo” del consorzio Melinda ha catalizzato l’interesse dei partecipanti, che si sono lasciati con l’impegno ad agire presso i rispettivi Ministeri per dare seguito agli obiettivi condivisi ed a ritrovarsi a Barcellona nella primavera 2017.


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