Cofruta entra in Opera

luca granata

Con la delibera del cda si allarga la base sociale dell’op guidata da Granata e nel progetto aggregativo entrano anche le strategie di export degli operatori del Polesine e 6.500 tonnellate di pere in più


Cofruta, il Consorzio frutticoltori Tartaro, cooperativa storica di Giacciano con Baruchella in provincia di Rovigo, è entrata in Opera, l’organizzazione di frutticoltori italiani specializzata esclusivamente sulla pera.

La delibera del consiglio di amministrazione che accoglie la domanda del consorzio, precedente di pochi giorni è dello scorso 9 marzo ma è stata resa nota oggi con un comunicato congiunto delle due aziende.

L’adesione. «Il principale obiettivo di sviluppo di Opera – ha dichiarato il presidente di Opera, Adriano Aldrovandi, nella nota odierna – è l’ associazione di un numero sempre più ampio di realtà che a qualsiasi titolo dispongano di pere di qualità, con l’obiettivo di ottimizzare ulteriormente la gestione della filiera della pera e di migliorare continuamente la qualità dell’offerta ai consumatori e del servizio ai nostri partner distributivi. È per questo che siamo felicissimi di poter adesso annoverare tra i nostri soci anche Cofruta, che porterà al nostro Consorzio asset di grande valore rappresentati da 6.500 tonnellate di pere di qualità prodotte in zone vocate da frutticoltori esperti; da strutture all’avanguardia per il condizionamento della frutta conferita; da un team competente e motivato e da un considerevole know-how tecnico e commerciale. Riteniamo inoltre che la decisione di Cofruta di perfezionare l’associazione ad Opera con largo anticipo rispetto all’inizio della prossima raccolta sia stata particolarmente lungimirante perché consentirà una tempestiva e completa integrazione del nuovo socio e permetterà così di cogliere tutte le possibili sinergie sin dall’inizio della prossima stagione commerciale. Speriamo che anche molte altre aziende del settore della pera italiana decidano presto di unire le loro forze con le nostre».

I dati. Le 6.500 tonnellate di pere si aggiungono alle circa 210mila che Opera già aveva aggregato nella sua fase costitutiva alla quale avevano aderito circa 1.100 frutticoltori. Una dote importante se si considera che Cofruta rappresenta il polo frutticolo principale del Polesine che produce ogni anni 18mila tonnellate di frutta destinate ai propri consolidati canali commerciali di export sui mercati europei ed extraeuropei. Oltre alle pere anche kiwi, mele, pesche, nettarine e fragole.

La strategia. «Abbiamo guardato sin dall’inizio con grande interesse il progetto di Opera – ha precisato Natalino Tramarin, presidente d Cofruta – perché si rifà agli stessi valori della nostra cooperativa. Successivamente abbiamo osservato con attenzione i primi passi di Opera che ci sono sembrati andare nella giusta direzione. Più recentemente abbiamo richiesto e ricevuto informazioni che ci hanno completamente convinto in merito ai risultati sinora raggiunti, alle modalità operative ed ai programmi futuri. Noi tutti che operiamo nel settore della pera in Italia sappiamo che quest’anno abbiamo beneficiato indirettamente nel nuovo clima conseguente alla nascita di Opera ed è anche per questo che abbiamo ritenuto corretto, oltre che opportuno per i nostri soci produttori di pere, non limitarci al ruolo di spettatori, ma schierarci attivamente d’ora in poi al fianco degli altri soci di Opera».


Pubblica un commento