Assemblea Fruitimprese, allarme Brexit

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Nuove opportunità e minacce all’export i temi al centro della tavola rotonda che si è svolta a Roma in occasione dell’assemblea annuale dell’Associazione delle imprese ortofrutticole


Le conseguenze della Brexit potrebbero penalizzare gli esportatori di ortofrutta anche italiani. Un possibile calo delle spedizioni nel Regno Unito, legate all’uscita del Paese dall’Ue, potrebbero innescare la crisi. Senza contare le spinte protezionistiche, la politica trumpiana e l’instabilità politica in alcuni mercati emergenti extra-Ue.

A lanciare l’allarme è Fruitimprese alla tavola rotonda che si è svolta oggi a Roma in occasione dell’assemblea annuale della stessa associazione delle imprese ortofrutticole. Nuove opportunità e minacce i temi in discussione tra gli esponenti del comparto e delle istituzioni come Leonardo Di Gioia, assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Massimiliano Giansanti, neo-presidente di Confagricoltura, Nicola Cilento componente della giunta esecutiva di Confagricoltura, Salvatore Parlato, presidente del Crea e Andrea Goldstein, managing director di Nomisma.

“Per accompagnare il trend positivo dell’export italiano degli ultimi anni – ha osservato Marco Salvi, presidente di Fruitimprese – bisogna che al settore ortofrutticolo siano date l’attenzione e l’importanza che merita. Congiunture negative hanno penalizzato e penalizzano le esportazioni in diverse aree strategiche; prima di tutto l’embargo russo. A questo si aggiunga l’instabilità politica e le guerre civili che stanno martoriando diversi paesi del Nord Africa. Situazioni alle quali si deve rispondere aiutando l’ortofrutta italiano ad espandersi in nuovi mercati”.

 

Il protezionismo e l’era Trumpiana

“A dispetto delle apparenze, – ha precisato Andrea Goldstein, managing director di Nomisma – l’economia globale va meglio, addirittura il 2017 dovrebbe fare registrare la miglior performance di crescita dall’inizio della crisi nel 2008, avvicinandosi al + 4% a fine anno. A crescere maggiormente saranno Cina, che già nel primo trimestre ha superato le aspettative, e Stati Uniti ed in Europa la Germania con quasi il +2,0%”. Anche gli altri grandi Paesi emergenti come Brasile e Russia si stanno riprendendo. Ma non per questo le nubi all’orizzonte si sono dissipate completamente”.

Secondo Nomisma instabilità finanziaria, protezionismo e populismo nell’America di Trump e altrove presentano un quadro complessivo di prospettive allettanti per l’industria italiana della frutta, che potrà ritagliarsi nuovi spazi nel breve periodo. Dovrà però continuare a monitorare con attenzione le dinamiche politiche ed economiche a livello globale.

 

Confagricoltura, necessari fondi Ue anti-crisi

“Embargo e Brexit – ha spiegato Nicola Cilento, componente della giunta esecutiva di Confagricoltura – rischiano di diventare un mix micidiale. A questo occorre aggiungere la nuova politica disegnata dal presidente Trump e le numerose ‘barriere non tariffarie’ imposte da molti Paesi terzi che, per un prodotto come l’ortofrutta, con una forte propensione all’export, risultano dannosissime”.

Cilento ha espresso preoccupazioni sull’export dell’ortofrutta in un mercato già complesso come quello britannico e sulle possibili ripercussioni sul mercato interno. “Vigileremo ha detto ancora Cilento – sull’operato della Commissione durante i negoziati affinché non vengano introdotte misure penalizzanti per le nostre imprese; l’Unione europea dovrà attrezzarsi, prevedendo ad esempio un apposito budget da destinare ad eventuali crisi”.

 

Le esportazioni di frutta e verdura italiane in Inghilterra

Secondo Confagricoltura degli 8-9 miliardi di euro di import ortofrutticolo nel Regno Unito, 5 miliardi provengono dall’Unione europea; la quota italiana è di 700 milioni di euro (che rappresenta il 9% delle esportazioni ortofrutticole nazionali verso Uk). Londra potrebbe trovare più conveniente importare prodotti dai Paesi Terzi. “Quello britannico non è certo il principale mercato per le imprese ortofrutticole nazionali, ma comunque è una realtà con un grosso potenziale, che verrà meno”.

 

 

Import export ortofrutticolo

Italia-Regno Unito

 Valore in euro
Importazioni ortofrutta fresca da Regno Unito (euro) 34.574.480
Esportazioni ortofrutta fresca verso Regno Unito (euro) 286.423.431
Importazioni trasformati da Regno Unito

(euro)

8.277.809
Esportazioni trasformati verso Regno Unito

(euro)

421.842.186
Importazioni ortofrutta totali da Regno Unito (euro) 42.852.289
Esportazioni ortofrutta totali verso Regno Unito (euro) 708.265.617
Totale ortofrutta
% import Regno Unito/import totale 0,7%
% export Regno Unito/export totale 8,6%
Fonte: elaborazione Centro Studi Confagricoltura su dati Istat

 

 

 

 


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