Al via il mese del pomodoro per sostenere le vendite

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Appena attivata la campagna lanciata da Ortofrutta Italia e dal Mipaaf che non preserva però dall’invasione di prodotto marocchino. I siciliani organizzano una marcia su Bruxelles


Oltre 4mila punti vendita su tutto il territorio nazionale sono stati coinvolti nella campagna “Il mese del pomodoro” organizzata dall’interprofessione Ortofrutta Italia insieme al Mipaaf e appena partita, per sostenere il comparto produttivo italiano.

Ma mentre in tutti i principali reparti ortofrutta campeggeranno locandine, affissioni e altro materiale similare che, con uno stesso layout, richiamando l’attenzione del consumatore alla stagionalità, alla territorialità e alla qualità del pomodoro italiano e delle arance di stagione, i produttori riflettono sulla possibilità di fare una marcia su Bruxelles e su come tutelare al meglio l’origine del prodotto anche in conseguenza dell’invasione di prodotto marocchino che si è registrata quest’anno.

Battelli Nazario 2012

La promozione. La promozione, che si sviluppa nei mesi di marzo e aprile, punta a sostenere il consumo di pomodoro nazionale e arance attraverso un’informazione dei cittadini sulle qualità nutrizionali e qualitative dei prodotti italiani e sarà capillare sul territorio. «Evidenziando gli spazi espositivi nei punti vendita – commenta Nazario Battelli, presidente di Ortofrutta Italia – puntiamo a incrementare i volumi di vendite. La campagna si inserisce sulla scia di quelle già realizzate sulle arance, che è ancora in corso, e sull’uva italiana lo scorso anno».

Una misura che certamente allenta, almeno in maniera temporanea, le tensioni di una campagna tragica ma che non distoglie i produttori siciliani dallo studio di nuove strategie strutturali per il comparto.

Salvatore Calabrese

La tracciabilità. «Stiamo ragionando – spiega Salvatore Calabrese, responsabile di produzione di Colle d’Oro azienda di Ispica, nel ragusano – sulla possibilità di evidenziare nel punto vendita, l’origine dei prodotti. Le cassette di plastica usate dalla Gdo non mantengono le etichette di provenienza attaccate ai prodotti. A noi basterebbe che si mantenessero le nostre confezioni che garantiscono un assoluta tracciabilità del prodotto. Sulla sovrapposizione con il prodotto marocchino quello che è scandaloso non è solo o, per lo meno, non è tanto l’apertura di mercato quanto il fatto che ammettendo dei produttori extra Ue implicitamente si accettano degli standard produttivi che sono diversi da quelli imposti agli europei».

Intanto da domani mattina le aziende di Vittoria non apriranno perché su iniziativa del sindaco Giuseppe Nicosia, inizierà la serrata che è lo sciopero su cui convergono tutti i produttori in vista di una marcia su Bruxelles con l’obiettivo di portare all’attenzione della commissione il problema siciliano per il quale, anche il ministro Martina sta facendo la sua parte.

L’Europa. «Lunedì a Bruxelles – h precisato in una nota odierna il ministro Martina – ribadiremo l’urgenza di intervenire per contrastare la crisi che sta colpendo i produttori di agrumi e pomodoro e che ha visto, in quest’ultimo caso, il prezzo scendere anche del 40% (ndr i produttori denunciano cali fino al 70%). Abbiamo chiesto alla Commissione Ue di aumentare i prezzi di ritiro e differenziarli per tipologia, in modo da rispondere meglio alle nostre esigenze produttive. È necessaria anche l’attivazione della clausola di salvaguardia prevista dall’accordo UE Marocco, perché le importazioni di pomodoro da quel Paese sono aumentate del 70% nelle prime settimane dell’anno con un impatto negativo sul mercato. Dall’Europa ci aspettiamo risposte concrete – ha concluso Martina – non si può perdere tempo».


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