Aglio, Egitto e Spagna avanzano sulle quote cinesi

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I volumi in calo da Pechino per gravi gelate e carenza di stock fanno lievitare i prezzi che, alla vigilia della campagna italiana, oscillano tra 2,50 e 8 euro al chilo


Prezzi alti e nuovi equilibri sul mercato globale che vedono un rallentamento delle esportazioni cinesi a vantaggio di quelle egiziane e spagnole. Sono questi gli elementi che caratterizzano la campagna globale dell’aglio che sta per iniziare dopo un inverno mite e una primavera piuttosto rigida.

La campagna cinese. L’andamento dei prezzi è influenzato da una significativa riduzione dei volumi cinesi di aglio fresco presenti sul mercato, causata da alcune importanti gelate nelle principali aree produttive e dalla riduzione delle scorte.

Le voci che arrivano dagli operatori commerciali del colosso cinese sono contrastanti rispetto alle comunicazioni ufficiali diffuse dai governativi. Il sospetto della speculazione aleggia di fronte a dati così distanti: per alcuni esportatori infatti, si attende una riduzione dei volumi che potrebbe raggiungere anche il 25% sull’anno scorso mentre, ad esempio, secondo i dati ufficiali del governo della provincia di Jinxiang, una delle più importanti per la coltivazione di aglio, le perdite non superano il 2% del raccolto.

I prezzi italiani. In questa situazione di incertezza, e alla vigilia dell’avvio del raccolto italiano (con volumi attesi superiori all’anno scorso), i prezzi registrati nei principali mercati all’ingrosso del Belpaese, oscillano tra i 2,50 e gli otto euro al chilo attribuito al prodotto francese.

Il prezzo più basso viene accreditato all’aglio di provenienza egiziana che sta guadagnando quote di mercato anche grazie al fatto che da questa stagione il governo ha fatto partire le prime esportazioni dirette (senza più transitare dai Paesi Bassi) verso Russia, Paesi Arabi, Repubblica Ceca e Grecia, anch’essa produttrice che però negli ultimi due anni ha registrato un dimezzamento, di fatto, dei volumi tra le inondazioni dell’anno scorso e i danni registrati quest’anno.

Egitto e Spagna. La domanda del prodotto nordafricano tende ha crescere non solo in considerazione della mancanza di prodotto cinese ma anche perché la Spagna, principale competitor sul fronte europeo, sta riconvertendo le proprie produzioni sostituendo le varietà rosse con quelle Spring che, pur essendo di qualità inferiore, garantiscono ai produttori una maggiore redditività a metro quadro.

L’influenza del prodotto egiziano sull’andamento dei prezzi europei viene però mitigata dalle misure dell’Unione che prevede, a partire dal 30 giugno, tariffe supplementari al prodotto importato.

D’altro canto, la Spagna risulta avvantaggiata da questa situazione di mercato anche perché il passo indietro del prodotto cinese le lascia spazio anche in mercati, come quelli del Nord Europa, dove la richiesta di aglio registra una costante e significativa crescita da alcuni anni.


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